-> ...VIVERE per MARE !!!: 2009

sabato 12 dicembre 2009

L'incontro per mare che augoro a tutti di poter fare.

Ciao una mia passione ed amore che traspare anche dalla home page di questo blog è la grande emozione e senso di pienezza che dona l'incontro in alto mare con questi fantastici mammiferi.



Credo che una delle cose che mi hanno emozianato di più nella mia vita di mare è stato sicuramente avere avuto la fortuna di fare di questi incontri in mare,



il vedere emergere come a salutarti la loro coda, la balena in mare è cosa che solo chi lo ha provato sa il grande senso di pienezza e felicità che dona il loro incontro fortuito in mare con questi splendidi animali!! E conseguenzialmente del senso di enorme vuoto che ti lasciano al quando avviene il distacco anche se con un essere solo appena incontrato ed intravisto. 



Ma non credo di poter essere all'altezza di trasmettere la grande emozione ed empatia che si crea con questi enormi mammiferi, soprattutto l'incontrali e aprire con loro in un qualche modo un canale di comunicazione che sai e percepisci che se il tutto è avvenuto furtuitamente che saranno stati loro a ricercarci e ad innescare per primi con il venire a cercarti e farsi vedere.


 

avvole anche con sempre un maggiore impeto il gesto di tirare fuori la coda dall'acqua e risbattendola a modo di saluto. Ma visto che sono convinto che determinate sensazioni ed emozioni debbano essere del tutto intime e personali voglio far parlare solo queste foto che sono riuscito a recuperare e condivido con tutti voi, grazie a degli amici Australiani. 

 

un saluto e buone feste da
_/)pipoosail

martedì 8 dicembre 2009

Il giro del mondo in barca a vela, facendolo partire dal costruirsi la barca!


In realtà devo dire che già dalla mia primissima barca (un mitico moschiter), le mie prime navigazioni, i miei primi viaggi e traversate ho sicuramente capito come siano state tutte parte integrante e di avvicinamento a quello che è uno dei miei due sogni che ho sempre avuto già da bambino.

Si erano due i sogni che ho sempre avuto, ed uno è già stato realizzato essendo già andato in America a vela  più volte, e l'altro di fare il giro del mondo in barca a vela.

ciao a tutti ebbene si ci sono ancora ancora vivo anche se non posso negare che ultimamente ho un p'ò trascurato questo blog  e sinceramente vorrei condividere con tutti il perchè, visto che oltre tutto siete sempre più numerosi di quanto in realtà merito.

E quindi è per me il minimo che posso fare, è di rendervi partecipi del momento anche se non fisicamente per mare si vive chi come me, si ritrova a dover tornare a quella che è la vita convenzionale,  diciamo normale dopo anni di vita in barca addirittura in altri paesi e contesti.

Come molti sapete da quando mi sono deciso di vendere Eldoran a S. Domingo ed affrontare ciò che ormai non potevo più rimandare, l'operazione alla bocca che come molti già sanno, e comunque immaginerete non è stata una passeggiata affrontare.

Oltre il fatto tecnico dell'intervento in se ha previsto di stare quasi 5 mesi senza un dente in bocca, credo sarebbe stata dura per chiunque ma per me che in più conducevo uno stile di vita che tutti sappiamo è stato sicuramente e doppiamente uno stravolgere il corso naturale della mia vita.

Anche se nulla di grave è stato un lungo e lento recupero che oggi, oltre avermi restituito il sorriso, mi restituisce quella libertà di testa, che ormai questo impegno inderogabile non mi permetteva più d'avere e che erano ormai anni che rimandavo, ma oggi sono già passati quasi due anni e non posso negare che al di la della cosa positiva di avere fatto ciò che avrei comunque dovuto fare mi accorgo quanto ormai appartengo a quel tipo di vita per mare ,

e quanto sono un disadattato ed un emarginato se solo oggi pensassi di volermi reinserire a fare una vita convenzionale. E che quindi devo sbrigarmi ed attivarmi a ridarmi delle mete marine e che appartengono al mio mondo ed è per tutto questo che ho forse trascurato un pò anche questo blog.

Praticamente sono in un momento di scelte che devo incominciare a programmare a lungo medio termine, se nella mia vita come ho sempre sognato e fin qui agito vorrò fare il mio giro del mondo in solitario. 

Solitario nel senso che come al solito non sarò il solitario autentico, perchè non navigo da solo esclusivamente e necessariamente, ma semplicemente come nella vita, e quindi anche per mare, mi piace imbarcarmi nelle mie iniziative potendo contare solo su me stesso, e perchè l'esperienza mi insegna che nell'andar per mare e facile ritrovarsi da soli, quanti dovevano partire, fare e dire e poi sono sempre rimasto da solo con la mia amata barca appena arrivava settembre e le prime perturbazione l'inverno!!!

Ma questo significherà che nuovamente da solo con le mie possibilità e capacità dovrò innanzi tutto riarmare una barca utile, quindi quella che alla mia quarta barca e 43anni di età, anche se nulla è definitivo nella vita, la vorrei ritenere essere la mia ultima barca.

La barca definitiva ossia la barca che poi una volta fatto il mio giro del mondo, che con la testa con cui parto non so neanche se potrà mai finire  il mio giro del mondo, non cambierò più e che dovrà essere poi anche la mia casa dove vivere e possibilmente invecchiare serenamente.

E capirete che per avere questo tipo di barca o aspettative non posso ripartire come ho sempre fatto andando a scovare nei porti barche di valore semi abbandonate da riportare a nuova vita per mare come del resto è stato  sia per katerina, per York e poi anche per Eldoran.

Ed allora starete pensando?

Beh posso dirvi quali sono le mie conclusioni, le mie scelte e a quale tipo di progetto. Innanzi tutto mio malgrado sto andandomi a comprare subito per poter navigare e vivere in mare anche solo qui davanti, una barca che abbia mercato nel senso che si rivenda facilmente sotto i dieci metri (non voglio neanche rinnovare la patente nautica), e contemporaneamente a seguire il mio lavoro sul Web, ho già trovato un terreno, dove sto armando una specie di serra/capannone dei tunnel di plastica trasparente dove sotto incomincioto a allestire il cantierino, tutti gli attrezzi necessari a costruimici la mia futura barca/casa con cui partirò per il giro del mondo.

Non nego che in questi giorni ho dovuto fare queste scelte non semplici e facili se intraprese sul serio, come ad esempio l'accettare di dovermi intanto rifare una barca potremo dire provvisoria che mi dia intanto la possibilità di vivere non a casa e non intendo fisicamente ma comunque per mare ed in barca che è una condizione che ho capito essere necessaria.

Ho capito e dovuto accettare che se voglio riuscire ed avere davvero la possibilità di portare a termine questi miei progetti non può essere a prescindere del vivere in mare in barca anche qui in porto.

Quindi chiunque abbia un'occasione vera di una qualche barca come ho detto sotto i dieci metri, che abbia un suo mercato ad esempio un comet se non sbaglio potrebbe essere indicativo un qualcosa del genere, pago contanti se vera occasione, logicamente vale da qui massimo dopo Pasqua.

Per quanto riguarda il terreno devo prenderla molto tranquillamente e metto in preventivo di poter partire indicativamente fra tre anni, quale tipo di barca costruisco e come, be una cosa alla volta magari potrà essere argomento dei miei futuri post.

E inutile dire che continuerò a tenervi informati anche se mi farebbe piecere avere in tutto questo da voi consigli, suggerimenti, critiche o che so io. Ma come al solito anche se so dalle statistiche di accesso al blog che siete numerosi ma poco partecipativi.

una buona giornata alla prossima da
_/)pipposail

domenica 6 dicembre 2009

Aspetti poco considerati nella preparazione di grandi viaggi per mare.


Ciao a tutti oggi mi sta a cuore indicare alcune altre considerazioni e attenzioni che a mio avviso dovranno essere considerare tanto quanto ci si preoccupa di attrezzature, tecnica di navigazione, delle stagioni, e tutte quelle altre materie che vengono essere coinvolte nella preparazione di un grande viaggio in barca a vela.

A mio avviso un aspetto che troppo spesso viene poco considerato ma che invece riveste un ruolo determinante nella riuscita di un grande viaggio per mare a vela,

dovrà essere anche quello di attenzionare e prepararsi molto scrupolosamente anche culturalmente e a livello di mentalità a tutti i nuovi contatti con delle genti e culture che non ragionano in maniara a noi convenzionale.

Bene a questo punto immagino che a molti di voi si starà domando: 

ma cosa cavolo ci vuole dire? Non ci sono mica più i selvaggi o addirittura i cannibali in giro per il mondo!!!

O perlomeno ormai la civilizzazione a raggiunto un pò tutti gli angoli della terra, ed allora perchè mai ci si dovrebbe preoccupare più di tanto di questo aspetto.

Ebbene ed invece si cari miei vi faccio un esempio su tutti? 

Tutti coloro che non partono accoppiati, ossia che se anche non da solitari ma non partono con una dolce metà al seguito ma solo tra amici, compagni.

Ecco avete mai considerato che se è vero che un viaggio per mare può essere  positiva alcuni dicono addirittura terapeutico per molti aspetti della personalità, è anche vero però e che alla stessa maniera che spicologicamente può essere molto debilitante sotto l'aspetto affettivo e sessuale???

Un problema che arriverà dederminato senz'altro dal fatto che in quasi tutti i paesi al mondo hanno del sesso o comunque del rapporto uomo donna una concezzione ed un'approcio del tutto diverso dal nostro che siamo stati condizionati dalla chiesa, e non dalla natura.

So che questo può apparire più un discorso folcloristico e di costume anzichè serio, ma credo non sia difficile comprendere che chi provenendo da mesi di mare ed astinenza affettiva e sessuale potrà avere un qualche problema se non ci si creano le giuste difese ad arrivare ad esempio al cospetto delle magnifiche e super disponibili donne sud Americane.

E questo attenzione  non è un discorso solo maschile perchè non è nuovo avere nelle traversate atlantiche una qualche hostes che vai a vedere si innamorano tutte a Capo Verde.

Quindi non sottovalutate e se non conoscete determinate culture e mentalità almeno prendete in considerazione questa mia raccomandazione nel dirvi che anche sotto questo aspetto si dovrà andare con i piedi di piombo, perchè troverete ed incontrerete donne bellissime che sembrerà che stavano li da sempre solo ad aspettare voi.

un ciao a tutti alla prossima da
_/)pipposail

mercoledì 25 novembre 2009

L'altra vela, solidale alternativa e propositiva.



Bene in questo post piu che di tecniche regolamenti o cose che stabiliscono e regolano la navigazione di una imbarcazione a vela nelle sue attrezzature  e manovre, voglio parlarvi di alcuni altri aspetti meno considerati ma a mio avviso altrettanto se non ancor più importanti che abbrracciano questo tipo di esperienza dal punto di vista anche emotivo ed umano .

In colui che apprende l'arte del navigare a vela ritengo debba essercì di pari passo ad un apprendimento tecnico una presa di coscenza dell'uomo velista in quanto tale nei confronti del mondo che lo circonda e quindi anche di chi vuole apprendere, ed un suo eventuale equipaggio che vuoi o non vuoi si troverà a  dover governare ed averne la responsabilità per mare.

Inoltre anche per dare un ulteriore valore e possibile utilità alla navigazione a vela perchè sono convinto che chi oggi conosce ed è in possesso dell'arte del saper navigare a vela

dovrà essere consapevole di avere avuto un dono una fortuna e ricchezza che in un qualche modo ed in contemporanea agli impegni e responsabilità personali della vita di tutti i giorni,

dovrà sentire anche un pò il dovere morale ad essere disponibile e promotore del trasmettere quanto più possibile e divulgare questa ricchezza a chi meno fortunato e che altrimenti non avrebbe accesso a questa attività.

Questo è in pratica il meccanismo o motivo per cui si possono ancora oggi riscontrare e trovare tra i velisti e navigatori a vela molta disponibilità e solidarietà che non è facile da trovare in altri contesti.

Si credo che ogni velista nel momento in cui lo diventa debba assuma anche la consapevolezza di essere stato in un certo qual modo un prescelto,

un fortunato che mi piace credere e pensare possa indurre ed essere il motivo per cui poi in questo ambiente della vela in tutto il mondo a differenza di altri contesti si riscontra più disponibilità e solidarieta umana.

Ed è propriò queste peculiarità che mi fanno credere nelle grandi potenzialità che può avere l'apprendere
l'arte di saper navigare a vela in ambito di reinserimento sociale soprattutto di giovani e giovanissimi con problemi legati alla delinquenza e la droga.

Con la concreta prospettiva di poter contare molto più facilmente di molte altre attività, di poterla anche fare esercitare una volta appresa come attività lavorativa e  ben retribuita.

Pensate solo un attimo quante maggiori possibilità di poter aprire un canale di comunicazione con ad esempio ragazzi difficili e che già da minorenni sono di fatto dei criminali e hanno avuto delle condanne e problemi di giustizia.

Proponondogli delle strade alternative di reinserimento non solo teoriche e fatte nella migliore delle ipotesi di tanti buoni proponimenti e promesse,

ma ponendoli realmente al centro dell'attività stessa portandoli per mare in barca a vela, e facendogliene apprendere anche l'arte del saper navigare e manovrare le vele.

Bene se condividi questi proponimenti e riflessioni, ed hai in un qualche modo possibilità di essere propositivo in questo senso,

io da queste pagine rinnovo la mia disponibilità con il mio catamarano a poter trasmettere quanto è nelle mie possibilità e conoscenze di skipper navigatore solitario oceanico,

portando per mare delle persone a cui si può sperare essere una vera opportunità.

Aspetto fiducioso e con ansia che questo post possa trovare dei riscontri ed essere notato e considerato da qualcuno che possa sfruttare e voglia ed abbia le opportunità da mettere in atto quanto da me auspicato.

Quindi per concludere ci tengo a ripetere che vorrei che tali e ottimi proponimenti possano trovare un proseguo e dei riscontri positivi.

Trasmettiamo qualcosa ai giovani sostieni con un tuo contibuto e commento  questo post

sabato 17 ottobre 2009

La barca da giramondo? Catamarano o monocarena?

Durante i miei primi viaggi, le mie prime traversate sto quindi parlando solo di una  quindicina d'anni fa, incontrare un catamarano come barca utilizzata per fare il navigatore giramondo era davvero se non impossibile ma una vera eccezione.

Anche se una delle prerogative della barca da Giramondo è di dover essere quanto più possibile anche una casa ed il catamarano in questo è sicuramente favorito ha ugualmente stentato a prendere piede ed affermarsi.

E solo fino ad alcuni anni fà, la scelta del catamarano era vissuta dai più radicali e meno innovativi, quasi come un'offesa che si faceva al mondo della navigazione a vela tradizionale.

Non c'era nessun tipo di bubbio o incertezza, la barca da viaggio, denominata da giramondo, la barca oceanica

era il monoscafo dislocante, bello robusto e pesante a chiglia lunga e ancora meglio se con pozzetto centrale e con il timone profondo e raccordato alla chiglia da un robusto skek.

In questi ultimi anni invece la situazione è davvero molto cambiata.

Ricordo una volta in Africa a Capo Verde che incontrai davvero uno dei primi catamarani che mi capitava vedere alla partenza prima di una traversata atlantica.

Era un catamarano autocostruito di 10,5 metri con il quale una coppia Francese lui e Spagnola lei, due figli e due cani che provenivano dalla Francia per recarsi lui ex legionario nei territori d'oltre mare e loro possedimenti che hanno tutt'oggi i Francesi in tutto il mondo.

Fu un incontro in cui potemmo scambiarci molte idee, racconti e commenti sulla traversata su dove atterrare, ma soprattutto scambiammo anche idee sulle differenze tra le barche monocarena e i catamarani e per la prima volta potei visitare a fondo un catamarano.

I proprietari ne erano stracontenti, una delle cabine era stata trasformata in officina ed erano riusciti anche a farci stare un piccola aula informatica dove i due ragazzi studiavano,

un’altra cabina era diventata cala vele e deposito e ciò nonostante lo spazio a disposizione era ancora moltissimo e che io sappia ebbero una traversata tranquilla anche se non velocissima.


Col passare degli anni la frequenza degli incontri con i catamarani è andata sempre più aumentando fino ad oggi che incontrarli in navigazione, o averli di fianco negli ancoraggi e nei porti non è più un’eccezione ma la normalità.

Ce ne sono ovunque e cominciano a comparire, timidamente, anche i primi trimarani da crociera, e ad'oggi pare che rappresentano il 18 -20% del totale delle barche a vela in acqua.

Certamente condivido l'affermazione di chi sostiene che la Navigazione su un catamarano e su una barca a vela monocarena sia profondamente diversa.

Ed in realtà ora che su questa tipologia di imbarcazioni ci ho anche navigato una stagione !!! Credo di aver capito!!! Che in realtà sia solo un diverso modo di come andare per mare, la filosofia, diverse le dimensioni, gli sforzi, la velocità, diverso il modo di affrontare il brutto tempo.

Per capirci  meglio potremo dire che la barca a vela è immersa nell'acqua ed invece il catamarano è solo appoggiato. Se il mono-scafo solca o fende l’acqua e le onde il catamarano invece ci scivolerà sopra. Se nei mono-cocca la stabilità è data dal contrappeso che rappresenta 1/3 del peso totale di una barca, nel multi-scafo la stabilità sarà data dalla sua larghezza. E quindi più un catamarano sarà largo e più riassumendo e semplificando molto potremo considerarlo sicuro.

Inoltre il catamarano non avendo la necessita di avere un contrappeso immerso risulterà essere sempre una costruzione in proporzione molto più leggera del monocarena, e con una superficie immersa inferiore, saranno inferiori anche gli attriti con l’acqua potendo così avere velocità ben maggiori.

infatti vedremo che se una barca a vela di 12 metri in traversata si prevede possa fare una media di 100-150 miglia al giorno, su un catamarano di uguali dimensioni la media sale a 200 - 250 miglia al giorno grazie agli 8-10 nodi di velocità di crociera.

Così se su una barca a vela una traversata durerà un 25 giorni, con un catamarano si farà in soli 15 giorni il che è sicuramente un bell' andare.

Bene allora fino ad ora però non si può certo negare che ok è più stabile, più veloce, maggiori spazi, niente più rollio, un possetto grande come una piazza d’armi.

Ma i difetti, qualche svantaggio è possibile che non ce ne siano?

Beh A parte credo quelli scontati, e che tutti già conosciamo perchè evidenti tipo il fatto che i costi sia a partire dal suo acquisto, al mantenimento ed al posto in in banchina sarà tutto più caro.

Be almeno una volta la cosa che più frenava il diffondersi dei catamarani è stato sicuramente che i catamarani fossero barche intrinsecamente meno sicure perchè molto più inclini a potersi ribaltare o come si dice in gergo a "scuffiare" e non esendoci il contrappeso a non avere neanche la speranza dell'utoraddrizzamento.

Anche se a questo hanno infatti ovviato mettendo per regolamento una botola che possa essere usata come via di fuga in caso di rovesciamento e consentire all’equipaggio di poter uscire fuori anche dalla parte del fondo.

Siccome credo che la cosa di potersi anche solo immaginare in mezzo all' oceano, seduti su un catamarano rovesciato non è una prospettiva gradevole, mi premeva constatare se fosse verificabile e qual'è statisticamente fosse la vera entità dei ribaltamenti ? Quante sono le reali possibilità che la scuffia avvenga davvero?

Ricercando di ciò subito mi sono reso conto che chi provoca il ribaltamento non sarà mai il vento che spingerà o farà troppa pressione ad esempio sotto una super raffica di vento, ma bensì le onde.

Perché un multiscafo lungo 14 metri, largo quindi una decina, si inclini di 45° è necessaria un’onda alta almeno 10 metri.

Se l’onda lo coglie di fianco e se frange proprio in quel momento effettivamente non si può certo negare che non c'è ragione perchè lo scafo non si rovesci.

E che quindi automaticamente mi ponessi come seconda domanda visto che di questo potevo rispondere e saperlo in prima persona quante volte in più di ventanni di navigazioni ho incontrato onde di tale altezza???

Beh sinceramnte a me , in più di 20 anni di navigazione tropicale, non è mai successo.

Nel mare più grosso in cui mi sia capitato di imbattermi, è stato in Mediterraneo, ed non abbiamo misurato onde più alte di un max di 6-7 metri.

Certo, prima o poi può comunque succedere di imbattersi anche in condizioni eccezionali, ma anche in questo caso non e detto che tutto si debba tradurre in un roversciamento, si confida sempre ed anche nel fatto che lo skipper farà di tutto per tenere il mare di poppa o di prua, e quindi la probabilità che un ribaltamento accada realmente si riduce ulteriormente e resta una possibilità sinceramente sempre estremamente bassa.

Poi se vado indietro nel tempo a differenza di molte storie di barche a vela monocarena non ho mai raccolto resoconti di catamarani che si siano rovesciati a causa delle onde. Certamente sto considerando solo quella parte di navigatori e giramondo che già dalle latitudini tropicali in cui navigano abitualmente denotano una loro filosofia del navigare più sicuri e tranquilli che non hanno chi invece fa regate o comunque rincorre o è alla ricerca di una performance, di un record.

Infatti se si passasse dalla crociera alla regata, o dalle basse latitudini, ai 40° 50° allora le cose cambiano e di molto.

Un'altro sicuro inconveniente dei catamarani possiamo senz'altro indicarlo in un limitato rang di carico, un limite molto rigoroso e severo di peso o carico trasportabile e una notevole tecnicismo di progettazione e costruzione che trova la sua migliore in un certo senso interpretazione in uno skipper che sia a sua volta un po’un tecnico e che capisca gli sforzi dei materiali e sappia ridurre vela con molta disinvoltura.

Una volta in Martinica appena arrivati da una traversata a dir loro da paura ho incontrato un catamarano sui 12 metri che proveniva dal Sudafrica. I proprietari lo avevano acquistato nuovo sei mesi prima ed erano disperati, in traversata era successo e si era rotto di tutto.

Si erano fessurati serbatoi dell’acqua dolce, rotte due drizze, aveva ceduto una sartia, disallineata una linea d’asse ed erano comparse delle brutte screpolatura in corrispondenza della giunzione degli scafi. Un vero disastro, insomma, e lo skipper non sapeva proprio che fare per riportarlo al cantiere che lo aveva così malcostruito sgnificava dover risalire migliaia di miglia contro vento e mare? Ripararlo alla meglio e continuare verso Panama con il dubbio, legittimo, che potesse definitivamente aprirsi in due e colare a picco?

Di fatto c'è da considerare che almeno in questo unico e raro caso era la costruzione a non essere all’altezza, ma il problema tecnologico nei multiscafi è più importante che nelle barche a vela perché gli sforzi strutturali sono maggiori.

Così, più che per i monoscafi, chi acquista deve essere in grado di controllare che progetto, realizzazione e costruzione siano fatte a regola d’arte.

Questa estate poi nel porto di Trapani è arrivato un pomeriggio Pier, Francese , è sposato con Jane, danese.

Hanno vissuto in Canada, negli USA, a Tokyo in Nuova Zelanda e in Australia.

Navigano da una vita, prima con una barca classica di 44 piedi  vagabondando per 10 anni in mediterraneo e poi navigano e attraversano fino alla lontanissima Australia.

Con il progetto di vendere la barca e di stabilirsi a terra, sempre nella condizione di cambiare idea dopo un paio d’anni, farsi costruire un catamarano e poter ripartire.

Io ero alla boa e da buoni giramondo vedendomi a poppa seduto comodamente ancor prima di manovrare e attaccarsi ad una delle boe free che ci sono nel porto di Trapani, mi vengono a salutare e mi chiedono lumi sulla boa alla quale intendevano passare a loro dire solo una notte e un giorno, gli dissi che era tutto free e che erano benvenuti pensando dentro di me sono le persone giuste per chiedere un confronto e fargli l'intervista che a seguire in parte vi riporto:

Siete contenti del catamarano?
Era meglio il monoscafo?
Quali sono i vantaggi e quali gli inconvenienti?

"Il catamarano è incredibilmente più comodo" dice Jane, "più spazio dentro, con quattro cabine comode e indipendenti e con un salone immenso, più spazio fuori, con una enorme veranda.
Poi non sbanda, e non si devono fissare tutte le cose ogni volta che si parte, è molto più veloce, e i passaggi oceanici diventano corti quasi della metà.
E poi dal catamarano il mare si vive meglio, si sta più in alto, si gode il paesaggio, si ha una migliore ventilazione, insomma, si sta più comodi".

Via via che parla Jane continua ad elencare solo vantaggi.

E gli svantaggi?

Il peso, risponde. Il carico di un catamarano è limitato. La gente tende ad ignorare le istruzioni del costruttore e a caricarlo a piacere, come si farebbe con un monoscafo.
Se ci si mettono 60 metri di catena invece che trenta, 500 litri di acqua invece che 250, 400 di gasolio invece che 200 e poi si aggiungono i libri, le provviste, le bombole da sub, e tutto il resto va a finire che la barca è sovraccarica e si comporta male.

Il galleggiamento si abbassa, la clearance tra i due scafi si riduce e le onde ci picchiano sotto, aumenta la tendenza ad ingavonarsi, aumentano gli sforzi e le rotture diventano molto probabili.

Il problema si pone soprattutto con i catamarani di serie, che non sono disegnati per la crociera a grande raggio. "Questo su cui navighiamo ora", continua Jane, "è stato progettato appositamente per noi, in modo da poterci mettere le stesse cose che avevamo sul nostro vecchio 44 piedi: tanta catena, tanta acqua, tanti gasolio, tanti libri ecc.ecc.

Ce l’abbiamo da 4 anni e ne siamo contentissimi"Un catamarano da 38 piedi, insomma, se progettato bene, può caricare le stesse cose che stanno su una barca a vela di 44 piedi.

Ma offre molto spazio e comodità in più.

Altri difetti: “beh, la bolina, sia perché il catamarano bolina e non va al di sotto dei 55°, sia perché siccome dispone di molta potenza tende ad essere troppo veloce, e andare a 10, 12 nodi contro onde di due o tre metri può essere terrificante.e sicuramente bisogna che lo skipper sappia sempre considerare e calibrare bene il tutto.

Bisogna sempre ricordarsi, di tenere bassa la velocità, anche perché altrimenti si rischia di rompere qualcosa”.

Così, chi acquista un catamarano, deve essere anche un po’ ingegnere.

Deve capire gli sforzi e la resistenza dei materiali, deve conoscere bene la propria barca e sapere quando si può forzare e quando è importante ridurre.

Ci sono poi alcuni inconvenienti minori: nei porti del terzo mondo è difficile trovare strutture attrezzate per alare i catamarani.

La larghezza impedisce di utilizzare i travel lift.

Bisogna noleggiare e far venire delle gru, cosa non sempre possibile e comunque sempre complicata e un po’rischiosa.

In compenso, se necessario, si può far carena su una spiaggia, approfittando della bassa marea.

Abbiamo lasciato per ultimo l’inconveniente più grosso: il prezzo.

I catamarani sono costosi, molto più delle barche a vela, sia perché sono grandi, sia perché si avvalgono di tecnologie e materiali d’avanguardia dove è difficile fare economia.

Morale, la diffidenza è ancora grande, e le opinioni del tipo: “io su un affare di quel genere non ci andrei mai!” sono ancora molto diffuse, soprattutto tra coloro che in definitiva poi non ci hanno davvero mai navigato.

A me, solo ora, una volta averci potuto con un catamarano navigare almeno una stagione credo di poter concludere che;

posto che lo scafo sia progettato e costruito bene, che sia lungo almeno 10-14 metri, e che lo skipper sia competente un po’ in campo ingegneristico, e che si disponga del capitale necessario, la scelta del catamarano, anche per la navigazione oceanica, stia diventando una opzione ormai possibilissima, se non per i costi ancora troppo elevati.

martedì 13 ottobre 2009

Video inerenti la navigazione a vela con brutto tempo.

Ciao oggi voglio dar modo a tutta la nostra giovane ma già numerosa conunity di giramondo, velisti, navigatori o anche solo semplicemente appassionati di mare e navigazione a vela. Di poter visualizzare, in modo sicuramente più mirato, selezionato e comodo da un unico players, molti dei più interessanti video inerenti il mare, la vela e la navigazione con brutto tempo, che si possono trovare online su You Tube, e che io trovandoli più interessanti di altri, ho selezionato e riunito in una play list che vi ripropongo. Dovrete semplicemente usare il players sotto normalmente con la unica differenza (miglioria) che andandandoci sopra al players con il mause vedrete che appariranno altri tanti piccoli players interni che vi indicheranno l'indice o menu dei video che cliccandoci sopra potrete ulteriormente visionare senza mai dover cambiare pagina.
Buona visione alla prossima da :
_/)pipposail

sabato 10 ottobre 2009

video riprendersi con un'aquilone telecamera mollato di poppa

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Sinceramente avevo cominciato a quardare questo video perchè volevo proporlo e condividerlo per poter far riflettere molti e far vedere come poi anche con piccole barche, come si può entrare in contatto con il fantastico mondo della navigazione a vela.

Ma ad un certo punto rileggendo il titolo ed andando avanti mi sono accordo della storia della telecamera che è davvero un modo molto interessante per poter fare dei video di navigazione a vela.

Quindi una buona visione alla prossima da:
_/)pipposail


giovedì 8 ottobre 2009

Trapani e la "The Garibaldi Tall Ships Regatta 2010"


Trapani ed il suo porto ancora protagonista di grandi eventi velici dal'11 al 16 aprile sarà la volta della “Garibaldi Tall Ships’ Regatta 2010, Genova – Trapani”.

A sei mesi dall'inaugurazione dell'evento, sono già dodici le unità che hanno confermato la propria partecipazione. Tra queste, le italiane Palinuro, Pamadica, Panadora e Idea Due.

l' evento, a Genova dall’8 all’11 aprile 2010 arriverà a a Trapani, dal 16 al 19 aprile: la regata vera e propria si disputerà durante il trasferimento tra la Genova e Trapani.

La cosa sicuramente entusiasmante per gli appassionati di queste stupende navi a vela sarà che quando saranno ormeggiate nei porti saranno al centro di una serie di eventi e attività che intendono coinvolgere soprattutto la cittadinanza e in particolare i giovani.

Che avranno la possibilità di salire a bordo di queste stupende navi a vela, un’occasione unica poter visitatare scafi dal fascino incredibile e contribuire al diffondere la “cultura del mare

L’obiettivo finale è infatti lo sviluppo e l’educazione dei giovani e la diffusione dei valori legati alla cultura marinaresca.

giovedì 1 ottobre 2009

Sull'onda di Bernard Moitessier !!!

Ciao a tutti visto e considerato che ancora oggi Bernard Moitessier (navigatore, velista, scrittore) sembra essere rimasto come quando più di 25 anni fa mi ci avvicinai io più che mai attuale e molto preso in considerazione, mi sono sorte spontanee alcune considerazioni e riflessioni che vorrei condividere con tutti voi.

Bene; come dicevo anche per me come credo per molti altri, c'è stato il periodo che dalla lettura dei suoi libri, ho inevitabilmente enfatizzato ed idealizzato molto questo fantastico personaggio che poi negli anni e navigando in prima persona non ho potuto fare a meno senza con un pizzico di rammarico inevitabilmente di ridimensionnare molto.
Non tanto come velista, navigatore o scrittore che voglio dire; me ne guarderei bene dal farlo in quanto resta sempre e comunque chi ha aperto una strada che anche grazie a lui tanti altri che come me poi ne hanno potuto ripercorrere e goderne anchegli.

Ciò che negli anni navigando io in prima persona non ho potuto fare a meno di rivedermi sono le tante convinzioni e modi di interpretare la navigazione a vela che oggi risulterebbero essere addirittura obsoleti.

Insomma senza levare nulla a questo grande uomo della vela di tutti i tempi, ciò che io negli anni ho vissuto se si vuole vedere anche un'altro risvolto della medaglia, è che a mio avviso troppe persone lo hanno anche troppo idealizzato per poi prendere delle grandi delusioni a dover riconsiderare il tutto non più dal divano di casa e dalla lettura di un suo libro, ma da una barca a vela in mezzo ad un Oceano navigando davvere.

L'unica nota negativa che ha tutto questo prendere a modello questi grandi navigatori senza fare le dovute considerazioni, ad esempio che si sta parlando di altre generazioni e contesti anche temporali,

soprattutto per quanto riguardava i materiali e l'evoluzione dell'attrezzatura velica dell'elettronica, la meteorologia anche se di fatto, anche per e grazie a loro molto poi si è evoluto fino ai giorni nostri. Che abbiamo ormai a mio parere corso così tanto che sono cambiati inevitabilmente anche molti presupposti e convinzioni che non sarebbero più attuali.

Quindi lungi da me il pensare che certe letture non siano opportune o appropiate a chi si avvicina a questo mondo, ma raccomando solo di non idealizzare troppo e dar tutto per scontato in quanto si rischierebbe in questo modo di rimanere poi, inevitabilmente delusi da quella che invece è l'intima ed entusiasmante esperienza della navigazione a vela.

Un saluto alla prossima da
_/)pipposail

martedì 29 settembre 2009

Come andare a vivere in barca a vela senza essere ricchi.


Ciao a tutti da oggi comincerò a dare delle vere informazioni su quali possono essere le attività lavorative e di business che si possono bene coniugare con il nuovo life stile che si intende intraprendere come quello di andare a vivere per mare in barca a vela.

Già in passato ho più volte argomentato che per poter andare a vivere per mare in barca a vela non bisogna essere prima necessariamente dei ricchi sfondati da potersi permettere prima di tutto una super barca e potersi poi mantenere in una vacanza perenne.

Nella realtà invece posso assicurarvi che per mare non vanno solo i miliardari e che anzi direi che non è proprio così ma che invece coloro che il più delle volte sono dei veri autentici giramondo, velisti, navigatori, e non solo dei chiacchieroni sono quasi sempre persone umili normali come me e te.

Quindi mettete subito da parte tutti quei ridicoli motivi tipo se solo avessi i soldi mi comprerei una barca e partirei, perchè ritengo che nessuno che abbia un minimo di esperienza di vita vi riconoscerebbe subito per un confuso.

Io invece credo di aver compreso nella mia esperienza di mare che coloro che veramente colgono a pieno tutte le potenzialità del vivere per mare sono soprattutto coloro che vanno per mare nel modo più semplice e minimalista.

Ma detto questo veniamo a noi e a quanto ci eravamo ripromessi di focalizzare ossia il come poter trovare delle attività che ci permettano di poter avere una rendita mensile per poterci mantenere.

 Il baget, il cosa farò un a volta partito, come mi manterrò, credo che oltre la mia sia la preoccupazione maggiore di chi si appresta anche oggi a fare questa esperienza.e blocca molti meno decisi e motivati.

Quando invece oggi una volta fatta questa esperienza mi accorgo che questa problematica si è rivelata essere una di quelle cose che avevo molto enfatizzato e fatta diventare una preoccupazione che poi nella realtà si è rivelata non essercì.

A questo punto anche giustamente molti che leggeranno questo mio post si chiederanno: ma allora fino adesso ci hai detto che non è un problema come mantenersi ma ancora però in realtà non ci hai detto come in definitiva fare a mantenersi, se non si è ricchi,

Ok avete ragione provo a spiegarmi: innanzi tutto vi accorgerete che sarà proprio dovuto al vostro nuovo life style che vi si apriranno le porte di nuove ed adesso da voi impensabili (anche perchè sconosciute) opportunità, e che solo l'esperienza personale ve le potrà far riconoscere.


Quindi per fare un ultimo esempio delle mille e più opportunità che sicuramente vi si prospetterà di poter fare e mettere in atto per potervi guadagnare da vivere ve ne indico solo alcune quelle che a me e alla mia persona sono parse più congeniali come ad esempio:

commerciare internazionalmente barche, trasferire recuperare le molte barche di skipper scoppiati e che non hanno più voglia di navigare con la barca ai Caraibi, per trovare queste storie segnatevi queste due località Martinica a Le Maren, ed anche Chaguaramas Bay a Trinidat .

O anche ad esempio fare tutti quei commerci che anche rimanendo nel lecito possono avere dei consistenti guadagni,

altro esempio sapete quanto costa armare alla navigazione vera parlo di una barca da giramondo quindi verricello vero e potente, linea di ancoraggio doppia, catenaria, elettronica e molta roba di rispetto,ecc.ecc insomma un sacco di soldi.

Ok ci sono dei porti nel mondo che la roba per la nautica, anche elettronica, la pagate anche meno della metà, e sono dei veri e proprie città della nautica con la sceltà più ampia e le ultime novità di tutto.

 segnatevi queste altre due località ai Caraibi S Marten o Trinidat .

Poi vi do l'indicazione il sistema che io conosco meglio in quanto è quello che mi ha permesso a me di sponsorizzarmi, ossia avere un gruppo di amici che tramite una comunity e un blog mi seguono e condividono e di anno in anno vengono a trovarmi a bordo per poter navigare anche realmente sulle mie barche ovunque io mi rechi.

Quindi da quando anni fa proposi il mio primo viaggio in Atlantico online a tutt'oggi ho un gruppo di amici appassionati velisti che nella vita ormai fanno tutt'altro ma che appena possono amano raggiungere me e la barca nello spirito che io interpreto e propongo dell'andare per mare in barca a vela.

Quindi come vedete potrei continuare e parlarvi di chi si è messo sempliemente all'ancora con la sua barca sottovento in una delle tante isole ed isolette del Caribe, e tranquillo, tranquillo aspetta che ogni tanto gli arrivi qualche turista italiano da ospitare a bordo qualche giorno e fargli fare qualche giro per poi potersi con quei soldi mantenere anche tutta una stagione, soprattutto se parliamo dei Caraibi sud Americani tipo Venezuela, Los Roques.

Quindi mi ripeterò, ma il problema soldi ed il come mantenersi, anche se comprendo, vi assicuro essersi poi rivelata essere una preoccupazione infondata e che nella realtà molto più a misura d'uomo del vivere per mare in barca a vela è cosa che si risolve in modo del tutto naturale e conseguenziale.

Quindi appurate se avete motivazioni vere ed autentiche e di non aver solo idealizzato ma perlomeno anche provato ad andare per mare in barca a vela, e se i conti vi tornano.

Bene non state li a pensarci su più di tanto ma fate su il sacco e partite, anche solo per saltar su di una barca a Las Palmas e traversare l'Atlantico da marinaio, vi assicuro che fareste comunque un'esperienza che vale la pena fare, soprattutto se nella vita si è deciso di voler vivere su dei presupposti che possano far vivere un'esistenza da protagonista.

un saluto alla prossima da: 
_/)pipposail

lunedì 28 settembre 2009

Come incassare il mal tempo in porto senza danni.

Ciao a tutti oggi in questo mio post vorrei condividere una constatazione e riflessione, di come avvolte ci si fa trovare impreparati al sovraggiungere del mal tempo in porto. Come è successo una settimana fa nel porto di Trapani riuscire almeno a limitare i danni che invece in molti hanno subito.

Bene la mattina ormai calmatosi tutto il marasma, ciò che più mi ha fatto capire che la mia avvolte troppa preoccupazione alla fine non è mai troppa è stato il costatare che appunto molti avevano avuto parecchi danni

MAGICA invece era uscita indenne ma più che ribadire questo ciò che mi sta più a cuore condividere è ciò che ne ho tratto e capito dai danni che altri hanno avuto.

Innanzi tutto vi spiego che sto parlando di barche che erano alla boa, quindi assicurate con robuste cime a prua e che quindi possono brandeggiare praticamente sono alla ruota e si direbbe che se le boe sono sicure???

Di un modo al quanto sicuro per passare indenni al mal tempo.

Al sopraggiungere di questo infatti bastarebbe dover (se si ha sempre la barca in ordine) dare un po più di cima a prua per rendere il tutto un pò più ammortizzato e se necessita al limite aggiungere una cima di rispetto, ed il gioco dovrebbe esser fatto???

Ma ecco invece come sono andate le cose alle barche di un francese e due tedeschi che in particolar modo hanno avuto più danni di tutti anche per questo motivo:

a mio avviso essendo ormai da giorni in porto ritengo che alcune persone si scordino di essere ancora e comunque in mare, ed allora credo che non abbiano più l'attenzione dovuta a sentire ad esempio i bollettini meteo che a mio avviso tanto in porto quanto in navigazione, se si è per mare, vanno sempre con attenzione ascoltati, e forse entrambe avrebbero potuto preparare meglio la barca ad incassare il mal tempo.

Dico questo perchè me lo conferma il fatto che la maggior parte di coloro che si sono trovati in difficoltà, si sono fatti sorprendere dal mal tempo addirittura ancora con il dinghi in acqua legato a poppa con le reletavive conseguenze che vi lascio immaginare.

Ma i danni più grossi li hanno tutti avuti alle vele, infatti il forte vento ha praticamente srotolato e aperto alcuni rollafiocchi strappando inevitabilmente i relativi genoa che vi erano avvolti.

E la cosa che più mi ha fatto riflettere e fare delle considerazioni è stato il vedere che più barche che hanno strappato la randa è stata colpa del copriranda. Si proprio così io che non ho questo accessorio mi premunisco sempre di legare bene e assicurare con elastici, e la fine delle cime che ho a piede d'albero, che la randa sia bene assicurata all'albero e al boma in modo che non prenda vento al suo interno.

Stando come nel caso che stiamo considerando alla ruota alla boa. Capirete che si avrà sempre il vento dritto sulla prua e che quindi se alla base si lascia la randa libera si gonfierebbe al suo interno nelle pieghe stesse della vela e il danno sarebbe inevitabile

Quindi la mia riflessione è stata questa si sono molto belli i copri randa, ce ne sono anche di integrati con Lazy jack ma bisogna però porre molta attenzione a che se si usano poi bisogna però assicurarsi sempre e assicurarli meglio al sopraggiungere di venti forti presi alla ruota, o boa, o all'ancora perchè se si aprono .

Perchè come mi ha dimostrato questa esperienza di vento forte alle boe di Trapani se poi il copriranda si apre il vento va a trovare una vela solo arrotolata e non assicurata con quindi i danni che vi lascio immaginare.

Conclusione il copriranda è sicuramente un accessorio utile anche e soprattutto a preservare la vela, ma al sopraggiungere di dover prendere vento forte in prua come avviene se si è alla ruota,

o all'ancora bisognerà assicurarlo meglio in quanto questo non è fatto e non nasce robusto e pensato in modo tale da superare quelle condizioni che stiamo considerando.

Tutta questa considerazione non scordiamoci che mi è venuta da fare perchè la stessa cosa è accaduta praticamente a tre barche e ad altre alla stessa maniera per imperizia o dimenticanza si è aperto il rollafiocco.

Quindi in porto al sovraggiungere del mal tempo al di là del fatto che uno skipper serio dovrebbe saperlo, non ci si deve limitare a rinforzare gli ormeggi come se fossero il solo problema,

ma assicurare tutto in coperta, tirare su il tender è la cosa che maggiormente vi potrà preservare di avere dei danni in porto.

giovedì 17 settembre 2009

"Magica" supera una tromba d'aria.

Innanzi tutto un ciao, ed ancora un elogio ad Enrico e Lella gli autocostruttori di "Magica"(catamarano custom autocostruito ultraleggero in compensato marino) per essere riusciti con davvero molta maestria nel costruirlo a dargli anche quella robustezza entrinseca,

che oltre a farlo essere un catamarano super leggero e veloce, gli da anche la possibilità di incassare una vera tromba d'aria e tutto il mal tempo a seguire che in questi giorni a falciato

lasciando parecchi danni il Porto di Trapani e un pò tutta la zona. Fortunatamente ho a bordo una persona con cui sto facendo del coaching velico dedicato (corso di vela full immersion) che se anche di mare e vela ne sta apprendendo solo ora,

è sicuramente una persona dotata di quella capacità di comfrontarsi con le leggi della natura che ad esempio a mio avviso hanno anche le persone che come lui vanno in montagna.

Bene la storia è stata più o meno questa in realtà era già un paio di giorni che i segnali che stasse arrivando un bel colpo di brutto tempo c'erano tutti, e dopo essere girato il vento a sud si è sfogato ben bene, di tutto anche una tromba d'aria con relativa super grandinata.

Quasi 40 nodi di vento alla boa, ossia nel porto di Trapani esistono dietro i due moli che delimitano il porto, due gratuiti e sicuri campi boe, o non saprei come chiamarli, delle boe a cui chiunque gratis si può attaccare.

Bene non voglio esagerare ma mentre molti monoscafi hanno avuto dei danni, MAGICA quasi tenuta per il naso da tre cime che io e Mario avevamo provveduto per tempo a rinforzare ha superato indenne e senza neanche troppo soffrire tutta la sburianata.

lunedì 14 settembre 2009

Fine stagione, progetti futuri della nostra comunity

Ciao a tutti la stagione è ormai agli sgoccioli ed anche se non posso di certo lamentarmi anche solo in virtu del fatto di essermi potuto godere comunque una stagione per mare in barca a vela, devo dire però che l'unica cosa che forse un pò dispiace,

è che l'originalità, e autenticità della mia proposta è stata ancora troppe volte solo in parte, e solo da alcuni realmente colta e capita, o comunque io non sono riuscito a comunicarla.

L'iniziativa di proporre a tutti, vecchi e nuovi amici di questa nuova comunity di velisti navigatori la possibilità di venirmi a trovare a bordo del mio catamarano, imbarcarsi e poter fare delle navigazioni tra le isole Egadi.

Beh purtroppo ancora troppe persone l'hanno fraintesa e ne hanno travisato la sua vera natura. Sicuramente anche per colpa mia che ho forse dato troppo per scontato,

che chi si fosse messo in contattato com me per fare crociera su "MAGICA" avesse per lo meno letto alcuni contenuti, indicazioni, info che ho redatto per tempo in questo blog,

dove credo di aver oltre che detto chiaramente, ma comunque trapeli qual'è la vera natura ed entità della mia proposta.

Del resto tutta la mia storia e la storia di "MAGICA" il mio
comodo, veloce, ultraleggero ed ecologico catamarano castom, che è stato amorevolmente autocostruito da una coppia che non aveva solo le mani d'oro, ma sicuramnte anche tanta passione, diluita in tre anni di lavori che li ha portati a costruire il catamarano non a caso di nome "MAGICA" e credo possa essere chiaro che tutto questo nulla poteva avere a che vedere con il charter in barca a vela convenzionale,

la mia proposta di veleggiate tra un'isola e l'altra delle Egadi e presto stata da tutti voluta essere intesa come un giro turistico e vacanziero, e non credo che anche solo alcuni di coloro che così se la sono vissuta, giustamente molto difficilmente verranno più a fare vela e navigazione con me e "MAGICA".

Ma ripeto va bene così e ribadisco che su
"MAGICA"non si va a balneare in calette o a fare il giro turistico delle isole, la proposta che la mia associazione promuove è il voler dare un punto d'incontro di riferimento tra chi sogna di poter un giorno andare a vivere un periodo più o meno lungo della propria vita in barca a vela

magari traversando un oceano per andare dove si può vivere in barca al caldo tutto l'anno senza alcun disagio causato come da noi n mediterraneo dal freddo invernale.

Quindi semplicemente la mia proposta trattasi di voler proporre in delle sessioni di coaching velico dedicato a bordo del catamarano a vela "MAGICA" che ci consente di dar vela anche con solo le brezze estive mediterranee di luglio ed agosto, che come tutti ben sappiamo a non tutte le imbarcazioni permettono di poter andare a vela a velocità accettabili nei mesi estivi.

E di poter così trasmettere non solo la tecnica e le manovre per condurre un'imbarcazione a vela, ma anche qual'è il reale vissuto a bordo di un piccolo veliero. Quindi le mie sessioni di coaching non saranno limitate solo alla tecnica velica ma a tutto ciò che concerne e bisogna sapere ed apprendere per poter andare a vivere per mare su d'una piccola imbarcazione a vela in modo indipendente ed individuale.

Quindi anche in una armonia vacanziera ma a bordo di "MAGICA" quotidianamente si farà vela e seguirà un programma d'apprendimento velico ben preciso di avvicinamento e preparazione alle navigazioni oceaniche e al vivere per mare in barca a vela..

Quindi ci si metterà a confronto con l'elemento marino dal vivo, ed in prima persona, ribadisco che la mia proposta sarà opportuna anche il prossimo anno a tutti coloro che non hanno tempo da perdere, e vogliono ottimizzare il più possibile un loro apprendimento ed esperienza marinara e di navigazione a vela, per poter avvolte anche per una questione di tempo e di età, egli stesso diventare al più presto, senza però saltare assolutamente nulla, diventare lo skipper delle barche che avrà poi dopo perl'appunto un consapevole ed attento apprendimento la fortuna di navigare.

Quattro delle persone che mi sono venute a trovare ne hanno comunque
tratto di poter finalmente con il lavoro fatto assieme durante ed in modo parallelo alla settimana passata assieme a bordo di "MAGICA" navigando a vela tra un'isola e l'altra delle Egadi un programma fatto di azioni concrete che li porteranno ad esempio;

a poter aver preso nel giro di tre anni, già la patente nautica e venire a navigare tra queste isole che avrà nel frattempo continuato a visitare e conoscere con me e "MAGICA" facendo lui stesso lo skipper con una sua barca presa a nolo e dividendone le spese con gli amici che saranno lieti di risparmiare con lui i soldi dell'eventuale skipper.

Quindi mi dispiace molto per fortunata famiglia di Torino che a quanto pare credevano di poter visitare le isole Egadi su di un catamarano a vela senza doversi neanche muovere quel tanto che da soli potete immaginare si possa muovere d'estate all'ancora un catamarano largo 6 mtri e lungo 10.

Ma nulla è scontato e quindi ribadisco che anche dalla prossima stagione sara riaperta la possibilità di contattarmi per poter fare delle sessioni di coching velico di preparazione e avvicinamento ai grandi viaggi oceanici e dell'andare a vivere per mare al Caribe e null'altro che non abbia a che con vele, venti, andature, navigazioni e tutto ciò che concene l'apprendere non solo l'arte del navigare a vela ma forse la più ben impegnativa arte dell'andare a vivere per mare in barca a vela.

Una buona serata alla prossima da
_/)pipposail

mercoledì 9 settembre 2009

Il Mare Negato, un grido di allarme !!!

Il Mare Negato, è un grido di allarme che un velista navigatoreTrapanese, che ha svolto fino ad oggi tutta la sua attività di viaggiatore a vela se vogliamo anche rilevante in totale sordina,

senza alcuna pubblicità oggi crede sia arrivato il momento almeno di essercì e denunciare quanto accade e si vede accadere per mare. Un mare non più inteso come una palestra di vita, dove ogni uomo si poteva confrontare in modo indipendente e libero con gli elementi della natura. Egli della della vela non ne ha fatto solo uno sport, ma un vero life style tanto che da anni si dedica a tempo pieno solo a questa attività di navigarea vela.

Da prima trasferendo barche a vela, da e per il Caribe e altre destinazioni per tutti quei ricchi armatori che in inverno cercano uno skipper che gli strasferisca la barca ai Caraibi o altri luoghi analoghi, che permettono in primo luogo di tenere la barca in paesi dove fa caldo.

Dopo una 10 di anni di carrira militare mi congedai e senza dare tanto risalto alla cosa nel più totale anonimato (anche perchè ricordo che tanto il dire che sarei andato in barca a vela ai Caraibi. Ricordo che a Trapani, anche nell'ambiente del porto e dei cantieri stessi, tanto non esisteva una cultura della navigazione a vela e del poter viaggiare in modo indipendente con un piccolo veliero, che esternarlo sarebbe servito solo a farmi dare del fuori di testa più di quanto già non fossi considerato..) Ma comunque sta di fatto che comprai una vecchia e gloriosa signora dei mari, un'Alpa 38 sloop da ricondizionare e far diventare per quanto possibile una vera barca a vela oceanica.

Attrezzata di tutto punto ci sono partito ed atterrato ai Caraibi, dove dopo una stagione a girarli quasi tutti, mi stabili in un vero paradiso terrestre soprattutto, per chi ama il mare e vivere in barca a vela (15 miglia di laguna ventosissima con acqua piatta dietro la barriera corallina di Los Roques) in Venezuela, dove se non fosse stato che purtroppo sto parlando propio del periodo in cui ci fu il colpo di stato al presidente Ugo Chavez e che se questo non fosse accaduto dubito che sarei mai andato via da quel posto meraviglioso, ma la vita si sa.... è anche fatta di coincidenza che avvolte non si possono proprio prevedere.

Così quasi scappando da quello splendito posto dove ormai mi ero stabilito, e attraversando il mar dei Caraibi da sud a nord contro il nord est (vento dominante aliseo) in un colpo solo 500 miglia di bolina in solitario sono arrivato a S. Domingo. Dove ho trovato un altro navigatore giramondo che si è innamorato tanto della mia barca che non ho potuto fare a meno di vendergliela, visto che già era un annetto che rimandavo un mio doveroso rientro Italia.

Ecco questo è un pò il riassunto di quello che potremo definire essere un mio curriculum di navigatore velista, che ho voluto menzionare nella speranza che l'allarme che sto lanciando possa da più gente possibile essere considerato.

Bene il periodo di cui vi ho parlato sopra è molto importante da specificare che trattasi proprio a cavallo di quando a Trapani, (mia città di origine e mio porto d'armamento)

la vela non esisteva ancora ed era solo conosciuta e considerata solo come un sport da ricchi, o tuttal più come il vecchio e antico modo con cui si navigava un tempo.

Ora che Trapani è diventata la capitale della vela non solo Italiana.

mentre accadeva delle qualificazioni alla coppa america a Trapani e tutte queste belle cose io ero appunto a Los Roques e credevo che tutto ciò potesse,in un certo qual modo , una volta caso mai fossi tornato essere una cosa positiva e che potesse anche favorirmi, ed essere per me , che di fatto nella vita non facevo altro, un qualcosa di propositivo.

Ma quando mai signori miei ma manco per niente, la realtà delle cose è invece diversa e che tra la gente comune, il mare e la vela, si sono solo alzate ulteriori barriere.

A cui difficilmente la gente comune riesce ad avere accesso non si è incentivato e cercato di creare, una cultura della vela e che quindi in primo luogho, se ne potesse dare l'accesso al mare anche alle piccole barche, insomma a chiunque e soprattutto alla gente comune.

A Trapani invece si è creata la solita cultura di una vela fatta solo per ricchi ed questo il mio grido d' all'arme ossia:

" ridare il mare e il suo accesso alla gente comune".

Ridare anche alla gente comune il diritto di poter avere accesso e apprendere l'arte dell'andare a vela e saper condurre in sicurezza un' imbarcazione.

Il problema a mio avviso sta nel fatto che a Trapani, la vela non ha avuto un retroterra culturale ed è saltata fuori dall'oggi al domani,

grazie solo a massicci investimenti e flussi di denaro, investimenti ad uso e consumo dei soliti privileggiati. Ed è proprio questo, ciò che mi indigna maggiormente, e che non mi fa essere indifferente a tutto questo.

L'inaccettabile ingiustizia a mio avviso sta nel fatto che così facendo non si fa altro che ulteriormente avvantaggiare incentivare coloro che già praticano la vela, ed hanno i soldi per permettersi di praticarla.

e non invece chi ancora si vede impossibilitato a poterla apprendere e praticare per i costi che non possono davvero ritenersi alla portata di tutti.

QUINDI PER UNA VELA + ETICA;
e alla portata di tutti poterla apprendere
,

Certo qualcuno di voi dirà... e vabbe in fondo con tutte le porcherie che si vedono e sentono oggi giorno !!! Ed avreste anche ragione a vederla così, ma riflettendoci un attimo, a mio avviso la cosa non è poi da sottovalutare perchè l'accesso a poter apprendere, istruirsi, ad una cultura del saper navigare a vela in modo indipendente è una reale e concreta vera opportunità che viene negata a chi ne ha più bisogno,

e che molte volte sono poi quegli stessi giovani, a cui magari socialmente ci si ripromette e si dice che gli vanno date delle opportunità, e si spendono poi altri soldi per creargliene di fittizie,

e non di autentiche come lo potrebbèro già essere le nostre antiche arti e mestieri, come ad esempio l'arte del navigare a vela.

Non bisogna poi stupirsi se come per già più generazioni di giovani siano state falcidiate dalle droghe ed altre problematiche giovanili che non portano a nulla se non a vedere che è sempre troppo tardi per poter fare qualcosa e che tutto ciò si sarebbe potuto evitare.

Imparare ad esempo l'arte del saper manovrare le vele al vento e navigare nella direzione in cui si vuole e deve andare, non è cosà che può essere riservata solo ai ricchi e chi ha già i soldi!!!

Perchè la vela soprattutto in una città che si candida ad essere la capitale della vela ed ha un porto come Trapani, praticarla deve essere cosa alla portata di tutti, in quanto la si puo incentivare a partire da piccole barche che vanno per mare navigano e magari sono anche più veliche e marine di tanti mega-appartamenti a vela che si vedono andare in giro.

La vela non può essere addirittura incentivata come lo è adesso solo per i ricchi, e chi di fatto già può permetterselo.

Per come è accaduto a Trapani che se si vuole davvero candidare ad essere una capitale della vela, bisogna che crei un retroterra, una cultura specifica ed incentivante a partire dalla gente comune

altrimenti Trapani anziché poter diventare una vera capitale della vela resterà solo uno dei tanti luoghi che per un periodo più o meno lungo faranno tendenza solo per ricchi annoiati in cerca di nuovi luoghi di moda.

L’UOMO E IL MARE.


Fin dall’inizio della storia l’uomo ha utilizzato il mare; come via di comunicazione ed il rapporto con esso ha accompagnato lo sviluppo dei popoli.

Oggi il rapporto con il pianeta è ambivalente: da un lato chi lo ama e lo rispetta e dall’altro chi lo sfrutta e lo inquina.


(Il boom nel porto di TRAPANI sono i gommoni con minimo 2-300 cavalli motore )
Il mio desiderio da adulto, vedendo tutto questo vorrebbe essere proprio quello di poter andare oltre tutto questo sistema di cose e speudo normalità,

e ad esempio poter far avvicinare i giovani al mare e alla vela per strapparli così dal mondo della strada, della piazza,
un desiderio anche questo autentico, ma che non trova spazio, non riesce a decollare perchè ci si ferma e non si va oltre dal vedere anche nella vela, come del resto in tutte le iniziative che si intraprendono solo ed esclusivamente un fine lucrativo e commerciale immediato.

domenica 23 agosto 2009

Guida alle rotte di tutto il mondo



Credo che alla base di ogni attività ci sia sempre un qualcosa di particolarmente importante per poterla svolgere nel migliore dei modi. 

A questo proposito se andassimo a prendere in considerazione l'attività del velista, navigatore, giramondo indipendente. 

La prima cosa che verrebbe a tutti da pensare essere per loro indispensabile, e quindi anche la più importante per svolgere la loro attività potremo pensare ad esempio, alla barca, o l'attrezzatutra velica, ma invece non è così, e non esagero a dirvi che se davvero si vuole viaggiare per mare e se molti di noi lo possono fare in modo indipendente, ed in sicurezza,

è grazie all'esperienze e le statistiche riportate nel tempo, fino alla creazione di già affidabili ed utilissimi documenti per navigazione quali le carte nautiche, le pilot cart, i portolani ed altre....

..bene con l'evolversi delle cose hai giorni nostri anche quelle che seppur utili ma scomode e poco fruibili pilot cart, sono se vogliamo anch'esse state superate, da degli unici volumi che ne racchiudono e riassumono il tutto in un solo libro. 

Bene il libro "Quida alle rotte di tutto il mondo" non è altro che tutto ciò che necessita sapere di significativo o rilevante alla navigazione su direi tutte le più battute rotte del mondo.

Quindi non un racconto di viagero documento statistico di quali periodi, rotte e stagioni sarà meglio seguire per compiere determinate rotte, e/o viaggi per mare.

Credo che tutti coloro che intendono fare dei veri viaggi per mare a vela, in modoindipendente debba avere ed usare questo libro così utile e riassuntivo. in definitiva è una guida passo passo su quali siano le rotte, i periodi, le stagioni migliori e peggiori per compiere quelle che poi sono le rotte più ottimali e idonee per viaggiare a vela in sicurezza.

Quindi se già sai cos' è una pilot cart allora questo libro di jmmy Cornel capirete subito cosè e come si usa, infatti non è altro che un riassunto ben fatto ed in modo più fruibile catalogato quello che invece c'è scritto in più e voluminose pilot cart non facili da manipolare ed usare. 

Non si trova molto facilmente in tutte le librerie, ma le più importanti essendo poi di un editore importante quale ZANICHELLI non avrà problema in tal caso non lo abbia ad ordinarvelo. 

Quindi ricapitolando 
il Titolo: "Guida alle rotte di tutto il mondo."
Autore: Jmmy Cornel 
Editore: Zanichelli, il mio consiglio è se anche solo vi piace pianificare dei viaggi con dei dati certi alla mano di acquistarvene una copia e non ve ne pentirete.

un saluto alla prossima da
_/)pipposail_/)

sabato 15 agosto 2009

Catamarani considerazioni tecniche, caratteristiche, pecularietà e differenze da una barca monocarena.

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Anche se subito in sintonia e amicizia con Enrico e Lella, (coloro che hanno autocostruito in 3 anni "MAGICA" il catamarano con cui oggi navigo!!!)

ancora oggi sinceramente non ho ben chiaro, o ben capito se loro fossero semplicemente e solo soddisfatti del risultato ottenuto,

o se realmente avessero capito e coscenza di aver realizzato ( in controdendenza a quello che accade) un catamarano e che naviga davvero a vela, (anche ed ottimamente di bolina).

Partendo dal dato di fatto e dando per scontato che sulle barche alla base di tutto c'è sempre il dover fare delle scelte ed accettarne dei compromessi:

ciò che la realizzazione di " MAGICA" dimostra a mio avviso è che non focalizzandosi solo sul poter sfruttare le enormi possibilità di abitabilità che può dare questo tipo di costruzione, si possono fare dei catamarani anche velici e non solo abitabilissimi e comodi.

Come infatti
i mastodontici ed attrezzatissimi catamarani dimostrano anche se molto belli ed appariscenti il più delle volte sono solo dei comodi manufatti che assomgliano e si avvicinano più ad essere delle house-boat che delle imbarcazioni che dovrànno navigare a vela, e che infatti non navigaranno mai se non con mare calmo e con i due bei potenti motori che spingono, come del resto si vedono sempre incrociare.

Quindi dato per scontato e come dato di fatto, che i super catamarani che si vedono sono ottimi solo per fare del charter a luglio ed agosto perchè hanno perso le peculiarità e carattiristica di leggerezza che necesariamente deve avere un catamarano per poterne sfruttare a pieno le sue caratteristiche e pecularietà migliori.

Che per come la vedo io più che di abitabilità dovrebbero essere di poter navigare, e poter sfruttare anche ogni refolo di vento e quasi (se non per manovrare in porto) poter fare a meno anche dei motori.

I catamarani a mio avviso devono avere anche la caretteristica e peculiarità di velocità che dovrà essere almeno quasi il triplo rispetto ad un'imbarcazione monococca della stessa tipologia e/o classe.

"MAGICA" (catamarano custom di 10mt per 6mt) infatti nella sua meticolosa e artigianale costruzione in compensato marino scatolato ed epoxi ne uscito praticamente fuori una costruzione ultraleggera , e questo che con Enrico che avrei voluto approfondire di più, in quanto avrei voluto capire meglio quanto lui avesse coscenza e considerato tutto questo nell'insieme di tutto il progetto?

Comunque al di là di tutto questo "MAGICA" anche se non l'ho ancora testata con mare formato e vento forte, posso comunque sicuramente dire che è un'imbarcazione davvero velica, e veloce anche con quel refolo di vento che con un monocarena nanche ti fa tirare su le vele in quanto non ne trarrebbe neanche la ben minima spinta sulle vele per muoversi.

Si quanto basta perchè un buono skipper ci possa navigare nel migliori dei modi , e come nel mio caso ci possa testimoniare tutta una serie di convinzioni che io e il mio modo di andare per mare vogliamo quanto più possibile promuovere e rappresentare.

un ciao alla prossima da
_/)pipposail

lunedì 10 agosto 2009

last minute vacanza catamarano dal 13 al 16 agosto

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Ciao a tutti questo post solo per comunicare :
last minute dal 13 al 16 agosto
la possibilita di potersi imbarcare sul catamarano "MAGICA"

che da Trapani a vela vi porterà alla scoperta delle isole Egadi,

quindi vela, mare, sole in un arcipelago di isole stupende ad un costo a persona tutto compreso di ole 300 euro.

Contatto
immediato a bordo con lo skipper
allo 331 47 18 516.

mercoledì 29 luglio 2009

Vacanza last minute dal 3 al 9 agosto su catamarano da Trapani alla scoperta delle Isole Egadi


Bene salve a tutti per una rinuncia oggi 29 luglio mi si è liberato l'intero catamarano con cui sto facendo la stagione di crociere vacanza e scuola vela con partenza da Trapani alla scoperta delle isole Egadi.

Quindi sono diponibili 4 posti dal 3 al 9 agosto chiunque avesse intezione di sfruttare questa opportunità si faccia avanti e può contattarmi subito allo 331 47 18 516

Semplicemente degli amici di Roma a cui per crisi o cose del genere non era stato dato un lesing o prestito per una loro barca nuova, bene da prima pare che la banca li avesse chiamati e che appunto gli avesse negato il leasing.

Loro a questo punto come poi del resto avevano già fatto altre volte, si erano prenotati tutto il catamarano dal 3 al 9 agosto, per venire a fare le loro vacanze su "MAGICA" cosa che per come mi hanno appena riferito si è del tutto ribaltata.

Perchè pare che la banca gli abbia fatto il leasing o prestito e ad agosto (oggi o domani gli consegnano la barca ) pure loro pare che anzi che in vacanza riescano e cercheranno di lavorare, quindi da mancati clienti a concorrenti come vedete il passo e molto breve.

Ma apparte gli scherzi tutti i miei auguri a loro che potrei testimoniare essere davvero degli anni che inseguono questo progetto, che li vedrà oltre lavoricchiare questa estate l' aver comprato un catamarano in due coppie e partirci questo autunno per il giro del mondo charterizzandolo e si spera sponsorizzato da un sito web che vedrete nascere di mia realizzazione.

Ma tutto questo è un discorso che con chi interessato riprenderemo a fine estate , attualmente ciò che più mi interessa comunicare e ribadire, che chi vorrà potrà usufruire di
tutto il catamarano (4 posti) tutto compreso ad un prezzo davvero sorprendente dal 3 al 9 agosto
per poter fare una crociera vacanza o anche richiedendolo, scuola vela, inizizazione al catamarano da crociera d'altura e grandi viaggi.

Insomma se ancora non hai deciso nulla ed in quelle date magari coincidono anche le vostre ferie non esitare un attimo di più, contattami immediatamente ed il primo potrà aggiudicarsi questa stupenda vacanza sul catamarano " MAGICA".


Visitare le isole Egadi partendo da Trapani in Catamarano, una vacanza di 7 giorni tutto compreso da prenotare immediatamente contattando lo skipper al cell. 331 47 18 516


LA VACANZA
La Sicilia Occidentale, con le Isole Egadi, offre itinerari eccezionali per chi vuole una vacanza a tutto campo, tra terre ancora lontane dalla frenesia del continente e un mare dalle paradisiache sfumature di celeste.

Partendo da Trapani è l’ideale per scoprire in sette giorni il triangolo delle Isole Egadi formato da Favignana, Levanzo, Marettimo ed alcuni scogli tra i quali gli Asinelli, Maraone e Formica, a conferma che è una zona adattissima a praticare la vela per le favorevolissime condizioni meteorologiche, i giri di vento e termiche che anche nel periodo estivo rendono questa zona di mare sempre ventosa, è stato l'essere stato questo tratto di mare scelto per essere campo diregata delle ultime selezioni alla coppa America.

Insomma una settimana speciale per gli amanti del mare e delle emozioni che solo un catamarano a vela e un’esperienza di anni di navigazione in queste acque possono offrire.

LE ISOLE EGADI
Le isole furono abitate sin dall’antichità, come testimonia lo stesso nome dell’arcipelago che deriva dal greco Aegates, ovvero isola delle capre. Anticamente questi animali vivevano in abbondanza allo stato selvatico nutrendosi della ricca vegetazione che cresceva rigogliosa su queste isole. Sebbene il loro aspetto morfologico si sia notevolmente trasformato negli ultimi decenni a causa dell’incremento turistico, le Egadi rappresentano ancora una zona naturalisticamente interessante.

Ma soprattutto queste isole sono note per le loro incomparabili bellezze costiere e subacquee che si spera vengano preservate, grazie alla recente istituzione dell'Area Marina Protetta. Le Egadi, frequentate dall’uomo fin dal Paleolitico Superiore, si caratterizzano per i fondali tra i più ricchi di specie di tutto il Mediterraneo, per la presenza di innumerevoli grotte e per la varietà di ambienti marini presenti. Perciò sono state dichiarate Riserva Naturale Marina e quindi soggette a particolare protezione.

isole egadi in Catamarano INFORMAZIONI UTILI
Imbarcazione: catamarano "Magica" 10mt.
Sistemazione: 2 cabine doppie con bagno a bordo.
Indirizzo per l’imbarco: Trapani porto
Date di partenza 2009: Luglio Agosto ogni fine settimana
Durata: 7 giorni con 6 pernottamenti
Partecipanti: 4 persone. A bordo: skipper.
Quota individuale: 90 euro al giorno

Comprende: sistemazione in cabine doppie, programma di navigazione, carburante, tender, pulizia finale, assicurazione sanitaria e bagaglio.

Non comprende: viaggio fino al luogo d’imbarco, cambusa e quanto non indicato alla voce “la quota comprende”. La cambusa è il cibo che serve per pranzi e cene e viene scelto e acquistato da tutti i partecipanti il primo giorno.

PROGRAMMA
Lunedì: imbarco in mattinata, briefing e sistemazione nelle cabine, lista e fare cambusa.

Prima di mollare gli ormeggi,lo skipper che oltretutto e del luogho vi consiglierà dove mangiare il gelato più buono al mondo.

Se veloci sarà possibile partire lo stesso pomeriggio per rinfrescarci con un bel bagno ristoratore in una delle calette
La sera dopo cena possiamo lasciarci cullare dalle onde tra chiacchiere e risate in compagnia o scendere in paese con il tender.

isole egadi in barca a vela Martedì: prepariamo la colazione con la bella Levanzo a farci da sfondo, poi una passeggiata fino alla Grotta del Genovese, dove sono conservati graffiti e disegni risalenti al Paleolitico, quando le Egadi erano ancora un tutt’uno con la Sicilia. Terminata l’escursione il pranzo e una tranquilla veleggiata fino a Marettimo, un’isola selvaggia dove i paesaggi dolomitici si fondono con le acque dalle intense sfumature di blu.
Dal punto di vista naturalistico è l’isola più interessante delle Egadi, considerata la ricca vegetazione a macchia mediterranea tra la quale è possibile ritrovare rare essenze vegetali ormai scomparse nel resto dell’Arcipelago e avvistare alcuni dei mufloni di recente reintrodotti nell'isola.
La sera prendiamo accordi per una degustazione dei prodotti del tonno.

Mercoledì: approfondiamo la nostra conoscenza di Marettimo visitando qualcuna delle oltre 300 grotte ricche di stalattiti, raggiungibili solo a bordo di piccole imbarcazioni locali. Non lasciarsi sfuggire la Grotta del Cammello e la Grotta del Presepe, imbattibili antri di acqua cristallina.
Chi ha voglia di camminare può partire da Cala Maione e raggiungere Punta Troia lungo sentieri immersi nella vegetazione mediterranea, che in più punti si dirada per lasciar che lo sguardo vaghi sull’intero arcipelago. Di ritorno dall’escursione, ritempriamo il palato con una buonissima granatina alla Tramontana.
Al rientro in barca la baia più bella per un tuffo rigeneratore, prima di rilassarci con un aperitivo alle luci del tramonto in compagnia dei nostri nuovi amici. Per la cena, suggeriamo il Timone o il Veliero, o una prelibata zuppa di aragosta al Carrubo (su prenotazione).

Giovedì: mettiamo la prua della nostra barca in direzione di Favignana per i tuffi di rito. Nel pomeriggio abbandoniamo temporaneamente le Egadi per un’incursione in terra siciliana da dove Garibaldi partì per l’unificazione d’Italia. In serata sbarchiamo infatti a Marsala, patria del famoso vino doc, per una cenetta a base di specialità sicule, una passeggiata nel centro storico e quattro salti in uno dei locali della costa.

Venerdì: Veleggiamo fino a Cala Rossa, simbolo dell’isola e famosa per il colore delle sue acque turchesi e per le cave di tufo a ridosso della scogliera.
Il mare è la via preferenziale per raggiungere questo angolo di paradiso visto che chi arriva a piedi deve scendere un ripido sentiero attraverso la parete rocciosa che delimita la spiaggia. Serata sotto le stelle nella incantata baia di Preveto

Sabato: ultima giornata di bagni e sole nell’Arcipelago delle Egadi, ma ci attendono ancora molte cose da vedere. Dopo colazione ci spostiamo alla Tonnara Florio, una delle più antiche tonnare siciliane e certamente una delle più importanti, belle e meglio conservate della regione, dove da aprile a giugno è possibile che venga tenuta la famosa mattanza.
In alternativa possibilità di noleggio bici o scooter per il giro dell’isola.
Trascorriamo la serata a zonzo per il paese per l’ultima notte brava in terra siciliana: per la cena suggeriamo La Bettola.

Domenica: sveglia di buon ora, navigazione con rientro a Trapani e, a malincuore, sbarco entro mezzogiorno. Per chi prolunga il soggiorno in città, consigliamo la Cantina Siciliana di via Giudecca o la trattoria Paradiso all'antico Mercato Ittico.
Nota bene: l’itinerario e le escursioni potranno subire delle variazioni in base alle condizioni meteo , del mare e del vento.

lo skipper si riserva il diritto di modificare l’itinerario della crociera e specifica che quella sopra è solo uno specchietto indicativo e non impegnativo.

COME RAGGIUNGERE TRAPANI
In aereo: voli su Trapani o Palermo dalle principali città italiane.
In auto: autostrada Palermo-Trapani A 29, s.s 113.
In treno: linea Palermo-Trapani, via Milo.
Per chi si trasferisce dalle Egadi alle Eolie: corriera per Palermo compagnia Segesta; scendere in piazza Politeama; a piedi si raggiunge la Stazione Marittima, dove parte l’aliscafo della Ustica Lines per Lipari.

Per prenotare subito la vacanza chiama il cell. 331 4718516





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