Velocemente potete visionare il procedimento corretto su come fare questo nodo nel video a seguire. Questo nodo nasce e serve principalmente a poter lanciare a terra un sagolino a cui assicurare la cima d'ormeggio da dare in banchina per potersi ormeggiare.
venerdì 10 febbraio 2012
Come si fa il nodo che tutti vorremmo saper fare.
giovedì 5 gennaio 2012
"NAUTA", un viaggio in barca a vela che può cambiare la vita
Ciao a tutti è molto difficile trovare e quindi poter consigliare della cinematografia specifica che tratti di mare e navigazione a vela, per questo motivo che non mi sono lasciato scappare la possibilità di dare visibilità per quanto mi è possibile ad un film che almeno a me mi ha entusiasmato e mi è piaciuto molto al punto da ritenerlo meritevole di essere segnalato e divulgato il più possibile. "NAUTA", un viaggio in barca a vela che può cambiare la vita Ambientato nel 1993, il film di Guido Pappadà racconta la storia di una spedizione scientifica che parte alla ricerca di un fenomeno rarissimo, avvistato in Tunisia. Il gruppo fa vela tra le bellezze del Mediterraneo e le meraviglie della natura che riescono a influenzare sia il viaggio sia i personaggi coinvolti. Tra gli interpreti principali David Coco, Luca Ward e Elena Di Cioccio. Al cinema dal 3 giugno. "Nauta" è la storia di un viaggio in mare, a bordo di una bella barca a vela che attraversa il Mediterraneo per una ricerca scientifica misteriosa. In realtà sono le persone e non la ricerca il fulcro della storia ed è proprio su questo che il film tende a rallentare dopo un discreto impatto iniziale, anche visivo.
un saluto alla prossima da:
_/) pipposail
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martedì 13 settembre 2011
Walkabout 43 la barca da giramondo
In realtà seguo questi due navigatori giramondo italiani Annalisa e Lorenzo da molto tempo e sono stati sicuramente per me anche uno stimolo, tra i primi italiani a mettere delle vere autentiche notizie di viaggi per mare in barche a vela su un sito web online contemporaneamente al loro giro del mondo in barca a vela. Le numerose richieste di consigli per la navigazione d'altura e il desiderio di far vivere anche ad altri le meravigliose esperienze del giro del mondo in barca a vela, hanno spinto Lorenzo Leonello e Annalisa De Cesare a dar vita ad una nuova realtà nel mondo della nautica:
un cantiere per la costruzione di barche a vela adatte alle navigazioni d'altura e ne è nata questa barca che credo possa interessare i molti che cercano la barca adatta a fare il giramondo.
sabato 10 settembre 2011
mercoledì 7 settembre 2011
Consumi produzione e accumulo di energia elettrica in barca a vela.
Ciao a tutti in passato avevo già consigliato più o meno la stessa cosa ma visto che questo è un aspetto e problema che non tramonterà mai e rimarrà sempre attuale per chi si ritrova a dover aggiungere come spesso accade solo alcune altre utenze elettriche alla propria barca a vela (come ad esempio per l'aggiunta di un radar, un autopilota o anche di luci di via supplementari in testa d'albero)
questa soluzione prima di metter mano come invece solitamente accade a tutto l'impianto elettrico, o addirittura illudendosi di poter risolvere questo futuro maggior consumo di energia elettrica a bordo semplicemente aggiungendo un'altra batteria.
Per prima cosa se si parla di batterie in barca, nautiche e nate per questo tipo di impianti elettrici di bordo non sarà più il caso di chiamarle comunemente ed erroneamente batterie in quanto trattasi per caratteristiche tecniche di accumulatori a rilascio lento,
che a differenza delle comuni batteria che si usano per le accensioni motori che sono a spunto molto elevato e fatte per dare ai motorini d'avviamento una scarica di energia forte ma per pochi secondi, ma aperta questa doverosa parentesi sulla differenza tra batterie per la messa in moto motore ed gli accumulatori di bordo per dare energia a tutte le utenze elettriche di bordo,
credo che riflettendoci un attimo non sia difficile intuire che se sulla barca aggiungo solo alcune utenze il problema non si risolverà di certo aumentando i recipienti dove si accumula l'energia ma si dovrà individuare il modo di auto-produrne di più.
Per questo molti si rivolgono ad un generatore eolico, altri ai pannelli solari, altri ancora ad entrambi, ma pochissimi adottano prima ancora di arrivare a queste soluzioni molto impegnative e dispendiose a quella di aggiungere semplicemente li dove già in tutti gli impianti c'è ne è uno un secondo alternatore (che è il marchingegno che produce e ricarica le batterie con il motore in moto).
Come si evince anche dalla foto sotto senza dover mettere mano all'impianto elettrico basterà mettere un secondo alternatore e rifare lo stesso alloggiamento e montaggio affianco sopra o sotto praticamente dove sarà possibile ed avrete da subito la produzione di energia elettrica raddoppiata.
un saluto e alla prossima da:
_/)pipposail
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lunedì 5 settembre 2011
Ecco come fare a passare sotto un ponte con una barca a vela
Ciao salve a tutti oltre che curioso ho trovato veramente intraprendente questo metodo per poter passare con una barca a vela sotto ad un ponte. Certamente non è questa una cosa che capiti spesso ma ad esempio io ho tenuto la barca nella fiumara di Fiumicino e posso assicurarvi che il dover aspettare per uscire in mare che due volte al giorno il ponte si alzasse non era affatto una bella cosa ma comunque buona visione.Aggiungerei solo per semplificare ancora e maggiormente questo escamotage che si possono usare anche delle normalissime taniche piene d'acqua da appendere in testa d'albero anzichè doversi procurare quelle due palle che si vedono nel video.
venerdì 2 settembre 2011
Differenza tra velista e navigatore.
Come molti di voi già sanno da un paio di stagioni per motivi familiari e di salute
dei miei genitori ho dovuto scegliere di interrompere il mio già da anni
avviato e vissuto life style di navigatore giramondo che già mi vedeva nei fatti
negli anni 90 mollare tutto ciò che di convenzionale fino ad allora avevo e vivevo
comprarmi una barca a vela e partirci per andarci a vivere navigandoci vivendoci e lavorandoci.
Niente di eccezionale o trascendentale intendiamoci molti prima e meglio di me l'hanno fatto, e non è del viaggio o del tipo di scelta di vita che voglio parlarvi in questo post:
ma della differenza sostanziale (anche se molto facilmente si accomunano le due cose) che c'è tra l'essere un velista e un navigatore.
Riprendendo il discorso di quando dovetti tornare a Trapani mia città di origine subito mi accorsi che anche se non avessi venduto la barca ai Caraibi
non avrei potuto comunque continuare a fare il navigatore e tutta al più avrei potuto trovando la giusta imbarcazione fare il velista ma non certo più il navigatore.
Il velista è colui che a vela esce e rientra nel medesimo porto e si cimenta in navigazioni presso-chè giornaliere.
Il navigatore è invece colui che oltre delle distanze ha capito e gode di poter navigare anche il tempo e le stagioni non più legato alla performance la competizione.
Bene solo per dire che in pratica pur di non restare lontano dal mare ho messo MAGICA in mare e ci ho anche fatto parecchie miglia ma consapevolmente al fatto di non essere e vivere più il tutto da navigatore ma da velista.
Velisti che brutta razza..........
un saluto alla prossima da:
_/)pipposail
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