-> ...VIVERE per MARE !!!: settembre 2009

martedì 29 settembre 2009

Come andare a vivere in barca a vela senza essere ricchi.


Ciao a tutti da oggi comincerò a dare delle vere informazioni su quali possono essere le attività lavorative e di business che si possono bene coniugare con il nuovo life stile che si intende intraprendere come quello di andare a vivere per mare in barca a vela.

Già in passato ho più volte argomentato che per poter andare a vivere per mare in barca a vela non bisogna essere prima necessariamente dei ricchi sfondati da potersi permettere prima di tutto una super barca e potersi poi mantenere in una vacanza perenne.

Nella realtà invece posso assicurarvi che per mare non vanno solo i miliardari e che anzi direi che non è proprio così ma che invece coloro che il più delle volte sono dei veri autentici giramondo, velisti, navigatori, e non solo dei chiacchieroni sono quasi sempre persone umili normali come me e te.

Quindi mettete subito da parte tutti quei ridicoli motivi tipo se solo avessi i soldi mi comprerei una barca e partirei, perchè ritengo che nessuno che abbia un minimo di esperienza di vita vi riconoscerebbe subito per un confuso.

Io invece credo di aver compreso nella mia esperienza di mare che coloro che veramente colgono a pieno tutte le potenzialità del vivere per mare sono soprattutto coloro che vanno per mare nel modo più semplice e minimalista.

Ma detto questo veniamo a noi e a quanto ci eravamo ripromessi di focalizzare ossia il come poter trovare delle attività che ci permettano di poter avere una rendita mensile per poterci mantenere.

 Il baget, il cosa farò un a volta partito, come mi manterrò, credo che oltre la mia sia la preoccupazione maggiore di chi si appresta anche oggi a fare questa esperienza.e blocca molti meno decisi e motivati.

Quando invece oggi una volta fatta questa esperienza mi accorgo che questa problematica si è rivelata essere una di quelle cose che avevo molto enfatizzato e fatta diventare una preoccupazione che poi nella realtà si è rivelata non essercì.

A questo punto anche giustamente molti che leggeranno questo mio post si chiederanno: ma allora fino adesso ci hai detto che non è un problema come mantenersi ma ancora però in realtà non ci hai detto come in definitiva fare a mantenersi, se non si è ricchi,

Ok avete ragione provo a spiegarmi: innanzi tutto vi accorgerete che sarà proprio dovuto al vostro nuovo life style che vi si apriranno le porte di nuove ed adesso da voi impensabili (anche perchè sconosciute) opportunità, e che solo l'esperienza personale ve le potrà far riconoscere.


Quindi per fare un ultimo esempio delle mille e più opportunità che sicuramente vi si prospetterà di poter fare e mettere in atto per potervi guadagnare da vivere ve ne indico solo alcune quelle che a me e alla mia persona sono parse più congeniali come ad esempio:

commerciare internazionalmente barche, trasferire recuperare le molte barche di skipper scoppiati e che non hanno più voglia di navigare con la barca ai Caraibi, per trovare queste storie segnatevi queste due località Martinica a Le Maren, ed anche Chaguaramas Bay a Trinidat .

O anche ad esempio fare tutti quei commerci che anche rimanendo nel lecito possono avere dei consistenti guadagni,

altro esempio sapete quanto costa armare alla navigazione vera parlo di una barca da giramondo quindi verricello vero e potente, linea di ancoraggio doppia, catenaria, elettronica e molta roba di rispetto,ecc.ecc insomma un sacco di soldi.

Ok ci sono dei porti nel mondo che la roba per la nautica, anche elettronica, la pagate anche meno della metà, e sono dei veri e proprie città della nautica con la sceltà più ampia e le ultime novità di tutto.

 segnatevi queste altre due località ai Caraibi S Marten o Trinidat .

Poi vi do l'indicazione il sistema che io conosco meglio in quanto è quello che mi ha permesso a me di sponsorizzarmi, ossia avere un gruppo di amici che tramite una comunity e un blog mi seguono e condividono e di anno in anno vengono a trovarmi a bordo per poter navigare anche realmente sulle mie barche ovunque io mi rechi.

Quindi da quando anni fa proposi il mio primo viaggio in Atlantico online a tutt'oggi ho un gruppo di amici appassionati velisti che nella vita ormai fanno tutt'altro ma che appena possono amano raggiungere me e la barca nello spirito che io interpreto e propongo dell'andare per mare in barca a vela.

Quindi come vedete potrei continuare e parlarvi di chi si è messo sempliemente all'ancora con la sua barca sottovento in una delle tante isole ed isolette del Caribe, e tranquillo, tranquillo aspetta che ogni tanto gli arrivi qualche turista italiano da ospitare a bordo qualche giorno e fargli fare qualche giro per poi potersi con quei soldi mantenere anche tutta una stagione, soprattutto se parliamo dei Caraibi sud Americani tipo Venezuela, Los Roques.

Quindi mi ripeterò, ma il problema soldi ed il come mantenersi, anche se comprendo, vi assicuro essersi poi rivelata essere una preoccupazione infondata e che nella realtà molto più a misura d'uomo del vivere per mare in barca a vela è cosa che si risolve in modo del tutto naturale e conseguenziale.

Quindi appurate se avete motivazioni vere ed autentiche e di non aver solo idealizzato ma perlomeno anche provato ad andare per mare in barca a vela, e se i conti vi tornano.

Bene non state li a pensarci su più di tanto ma fate su il sacco e partite, anche solo per saltar su di una barca a Las Palmas e traversare l'Atlantico da marinaio, vi assicuro che fareste comunque un'esperienza che vale la pena fare, soprattutto se nella vita si è deciso di voler vivere su dei presupposti che possano far vivere un'esistenza da protagonista.

un saluto alla prossima da: 
_/)pipposail

lunedì 28 settembre 2009

Come incassare il mal tempo in porto senza danni.

Ciao a tutti oggi in questo mio post vorrei condividere una constatazione e riflessione, di come avvolte ci si fa trovare impreparati al sovraggiungere del mal tempo in porto. Come è successo una settimana fa nel porto di Trapani riuscire almeno a limitare i danni che invece in molti hanno subito.

Bene la mattina ormai calmatosi tutto il marasma, ciò che più mi ha fatto capire che la mia avvolte troppa preoccupazione alla fine non è mai troppa è stato il costatare che appunto molti avevano avuto parecchi danni

MAGICA invece era uscita indenne ma più che ribadire questo ciò che mi sta più a cuore condividere è ciò che ne ho tratto e capito dai danni che altri hanno avuto.

Innanzi tutto vi spiego che sto parlando di barche che erano alla boa, quindi assicurate con robuste cime a prua e che quindi possono brandeggiare praticamente sono alla ruota e si direbbe che se le boe sono sicure???

Di un modo al quanto sicuro per passare indenni al mal tempo.

Al sopraggiungere di questo infatti bastarebbe dover (se si ha sempre la barca in ordine) dare un po più di cima a prua per rendere il tutto un pò più ammortizzato e se necessita al limite aggiungere una cima di rispetto, ed il gioco dovrebbe esser fatto???

Ma ecco invece come sono andate le cose alle barche di un francese e due tedeschi che in particolar modo hanno avuto più danni di tutti anche per questo motivo:

a mio avviso essendo ormai da giorni in porto ritengo che alcune persone si scordino di essere ancora e comunque in mare, ed allora credo che non abbiano più l'attenzione dovuta a sentire ad esempio i bollettini meteo che a mio avviso tanto in porto quanto in navigazione, se si è per mare, vanno sempre con attenzione ascoltati, e forse entrambe avrebbero potuto preparare meglio la barca ad incassare il mal tempo.

Dico questo perchè me lo conferma il fatto che la maggior parte di coloro che si sono trovati in difficoltà, si sono fatti sorprendere dal mal tempo addirittura ancora con il dinghi in acqua legato a poppa con le reletavive conseguenze che vi lascio immaginare.

Ma i danni più grossi li hanno tutti avuti alle vele, infatti il forte vento ha praticamente srotolato e aperto alcuni rollafiocchi strappando inevitabilmente i relativi genoa che vi erano avvolti.

E la cosa che più mi ha fatto riflettere e fare delle considerazioni è stato il vedere che più barche che hanno strappato la randa è stata colpa del copriranda. Si proprio così io che non ho questo accessorio mi premunisco sempre di legare bene e assicurare con elastici, e la fine delle cime che ho a piede d'albero, che la randa sia bene assicurata all'albero e al boma in modo che non prenda vento al suo interno.

Stando come nel caso che stiamo considerando alla ruota alla boa. Capirete che si avrà sempre il vento dritto sulla prua e che quindi se alla base si lascia la randa libera si gonfierebbe al suo interno nelle pieghe stesse della vela e il danno sarebbe inevitabile

Quindi la mia riflessione è stata questa si sono molto belli i copri randa, ce ne sono anche di integrati con Lazy jack ma bisogna però porre molta attenzione a che se si usano poi bisogna però assicurarsi sempre e assicurarli meglio al sopraggiungere di venti forti presi alla ruota, o boa, o all'ancora perchè se si aprono .

Perchè come mi ha dimostrato questa esperienza di vento forte alle boe di Trapani se poi il copriranda si apre il vento va a trovare una vela solo arrotolata e non assicurata con quindi i danni che vi lascio immaginare.

Conclusione il copriranda è sicuramente un accessorio utile anche e soprattutto a preservare la vela, ma al sopraggiungere di dover prendere vento forte in prua come avviene se si è alla ruota,

o all'ancora bisognerà assicurarlo meglio in quanto questo non è fatto e non nasce robusto e pensato in modo tale da superare quelle condizioni che stiamo considerando.

Tutta questa considerazione non scordiamoci che mi è venuta da fare perchè la stessa cosa è accaduta praticamente a tre barche e ad altre alla stessa maniera per imperizia o dimenticanza si è aperto il rollafiocco.

Quindi in porto al sovraggiungere del mal tempo al di là del fatto che uno skipper serio dovrebbe saperlo, non ci si deve limitare a rinforzare gli ormeggi come se fossero il solo problema,

ma assicurare tutto in coperta, tirare su il tender è la cosa che maggiormente vi potrà preservare di avere dei danni in porto.

giovedì 17 settembre 2009

"Magica" supera una tromba d'aria.

Innanzi tutto un ciao, ed ancora un elogio ad Enrico e Lella gli autocostruttori di "Magica"(catamarano custom autocostruito ultraleggero in compensato marino) per essere riusciti con davvero molta maestria nel costruirlo a dargli anche quella robustezza entrinseca,

che oltre a farlo essere un catamarano super leggero e veloce, gli da anche la possibilità di incassare una vera tromba d'aria e tutto il mal tempo a seguire che in questi giorni a falciato

lasciando parecchi danni il Porto di Trapani e un pò tutta la zona. Fortunatamente ho a bordo una persona con cui sto facendo del coaching velico dedicato (corso di vela full immersion) che se anche di mare e vela ne sta apprendendo solo ora,

è sicuramente una persona dotata di quella capacità di comfrontarsi con le leggi della natura che ad esempio a mio avviso hanno anche le persone che come lui vanno in montagna.

Bene la storia è stata più o meno questa in realtà era già un paio di giorni che i segnali che stasse arrivando un bel colpo di brutto tempo c'erano tutti, e dopo essere girato il vento a sud si è sfogato ben bene, di tutto anche una tromba d'aria con relativa super grandinata.

Quasi 40 nodi di vento alla boa, ossia nel porto di Trapani esistono dietro i due moli che delimitano il porto, due gratuiti e sicuri campi boe, o non saprei come chiamarli, delle boe a cui chiunque gratis si può attaccare.

Bene non voglio esagerare ma mentre molti monoscafi hanno avuto dei danni, MAGICA quasi tenuta per il naso da tre cime che io e Mario avevamo provveduto per tempo a rinforzare ha superato indenne e senza neanche troppo soffrire tutta la sburianata.

lunedì 14 settembre 2009

Fine stagione, progetti futuri della nostra comunity

Ciao a tutti la stagione è ormai agli sgoccioli ed anche se non posso di certo lamentarmi anche solo in virtu del fatto di essermi potuto godere comunque una stagione per mare in barca a vela, devo dire però che l'unica cosa che forse un pò dispiace,

è che l'originalità, e autenticità della mia proposta è stata ancora troppe volte solo in parte, e solo da alcuni realmente colta e capita, o comunque io non sono riuscito a comunicarla.

L'iniziativa di proporre a tutti, vecchi e nuovi amici di questa nuova comunity di velisti navigatori la possibilità di venirmi a trovare a bordo del mio catamarano, imbarcarsi e poter fare delle navigazioni tra le isole Egadi.

Beh purtroppo ancora troppe persone l'hanno fraintesa e ne hanno travisato la sua vera natura. Sicuramente anche per colpa mia che ho forse dato troppo per scontato,

che chi si fosse messo in contattato com me per fare crociera su "MAGICA" avesse per lo meno letto alcuni contenuti, indicazioni, info che ho redatto per tempo in questo blog,

dove credo di aver oltre che detto chiaramente, ma comunque trapeli qual'è la vera natura ed entità della mia proposta.

Del resto tutta la mia storia e la storia di "MAGICA" il mio
comodo, veloce, ultraleggero ed ecologico catamarano castom, che è stato amorevolmente autocostruito da una coppia che non aveva solo le mani d'oro, ma sicuramnte anche tanta passione, diluita in tre anni di lavori che li ha portati a costruire il catamarano non a caso di nome "MAGICA" e credo possa essere chiaro che tutto questo nulla poteva avere a che vedere con il charter in barca a vela convenzionale,

la mia proposta di veleggiate tra un'isola e l'altra delle Egadi e presto stata da tutti voluta essere intesa come un giro turistico e vacanziero, e non credo che anche solo alcuni di coloro che così se la sono vissuta, giustamente molto difficilmente verranno più a fare vela e navigazione con me e "MAGICA".

Ma ripeto va bene così e ribadisco che su
"MAGICA"non si va a balneare in calette o a fare il giro turistico delle isole, la proposta che la mia associazione promuove è il voler dare un punto d'incontro di riferimento tra chi sogna di poter un giorno andare a vivere un periodo più o meno lungo della propria vita in barca a vela

magari traversando un oceano per andare dove si può vivere in barca al caldo tutto l'anno senza alcun disagio causato come da noi n mediterraneo dal freddo invernale.

Quindi semplicemente la mia proposta trattasi di voler proporre in delle sessioni di coaching velico dedicato a bordo del catamarano a vela "MAGICA" che ci consente di dar vela anche con solo le brezze estive mediterranee di luglio ed agosto, che come tutti ben sappiamo a non tutte le imbarcazioni permettono di poter andare a vela a velocità accettabili nei mesi estivi.

E di poter così trasmettere non solo la tecnica e le manovre per condurre un'imbarcazione a vela, ma anche qual'è il reale vissuto a bordo di un piccolo veliero. Quindi le mie sessioni di coaching non saranno limitate solo alla tecnica velica ma a tutto ciò che concerne e bisogna sapere ed apprendere per poter andare a vivere per mare su d'una piccola imbarcazione a vela in modo indipendente ed individuale.

Quindi anche in una armonia vacanziera ma a bordo di "MAGICA" quotidianamente si farà vela e seguirà un programma d'apprendimento velico ben preciso di avvicinamento e preparazione alle navigazioni oceaniche e al vivere per mare in barca a vela..

Quindi ci si metterà a confronto con l'elemento marino dal vivo, ed in prima persona, ribadisco che la mia proposta sarà opportuna anche il prossimo anno a tutti coloro che non hanno tempo da perdere, e vogliono ottimizzare il più possibile un loro apprendimento ed esperienza marinara e di navigazione a vela, per poter avvolte anche per una questione di tempo e di età, egli stesso diventare al più presto, senza però saltare assolutamente nulla, diventare lo skipper delle barche che avrà poi dopo perl'appunto un consapevole ed attento apprendimento la fortuna di navigare.

Quattro delle persone che mi sono venute a trovare ne hanno comunque
tratto di poter finalmente con il lavoro fatto assieme durante ed in modo parallelo alla settimana passata assieme a bordo di "MAGICA" navigando a vela tra un'isola e l'altra delle Egadi un programma fatto di azioni concrete che li porteranno ad esempio;

a poter aver preso nel giro di tre anni, già la patente nautica e venire a navigare tra queste isole che avrà nel frattempo continuato a visitare e conoscere con me e "MAGICA" facendo lui stesso lo skipper con una sua barca presa a nolo e dividendone le spese con gli amici che saranno lieti di risparmiare con lui i soldi dell'eventuale skipper.

Quindi mi dispiace molto per fortunata famiglia di Torino che a quanto pare credevano di poter visitare le isole Egadi su di un catamarano a vela senza doversi neanche muovere quel tanto che da soli potete immaginare si possa muovere d'estate all'ancora un catamarano largo 6 mtri e lungo 10.

Ma nulla è scontato e quindi ribadisco che anche dalla prossima stagione sara riaperta la possibilità di contattarmi per poter fare delle sessioni di coching velico di preparazione e avvicinamento ai grandi viaggi oceanici e dell'andare a vivere per mare al Caribe e null'altro che non abbia a che con vele, venti, andature, navigazioni e tutto ciò che concene l'apprendere non solo l'arte del navigare a vela ma forse la più ben impegnativa arte dell'andare a vivere per mare in barca a vela.

Una buona serata alla prossima da
_/)pipposail

mercoledì 9 settembre 2009

Il Mare Negato, un grido di allarme !!!

Il Mare Negato, è un grido di allarme che un velista navigatoreTrapanese, che ha svolto fino ad oggi tutta la sua attività di viaggiatore a vela se vogliamo anche rilevante in totale sordina,

senza alcuna pubblicità oggi crede sia arrivato il momento almeno di essercì e denunciare quanto accade e si vede accadere per mare. Un mare non più inteso come una palestra di vita, dove ogni uomo si poteva confrontare in modo indipendente e libero con gli elementi della natura. Egli della della vela non ne ha fatto solo uno sport, ma un vero life style tanto che da anni si dedica a tempo pieno solo a questa attività di navigarea vela.

Da prima trasferendo barche a vela, da e per il Caribe e altre destinazioni per tutti quei ricchi armatori che in inverno cercano uno skipper che gli strasferisca la barca ai Caraibi o altri luoghi analoghi, che permettono in primo luogo di tenere la barca in paesi dove fa caldo.

Dopo una 10 di anni di carrira militare mi congedai e senza dare tanto risalto alla cosa nel più totale anonimato (anche perchè ricordo che tanto il dire che sarei andato in barca a vela ai Caraibi. Ricordo che a Trapani, anche nell'ambiente del porto e dei cantieri stessi, tanto non esisteva una cultura della navigazione a vela e del poter viaggiare in modo indipendente con un piccolo veliero, che esternarlo sarebbe servito solo a farmi dare del fuori di testa più di quanto già non fossi considerato..) Ma comunque sta di fatto che comprai una vecchia e gloriosa signora dei mari, un'Alpa 38 sloop da ricondizionare e far diventare per quanto possibile una vera barca a vela oceanica.

Attrezzata di tutto punto ci sono partito ed atterrato ai Caraibi, dove dopo una stagione a girarli quasi tutti, mi stabili in un vero paradiso terrestre soprattutto, per chi ama il mare e vivere in barca a vela (15 miglia di laguna ventosissima con acqua piatta dietro la barriera corallina di Los Roques) in Venezuela, dove se non fosse stato che purtroppo sto parlando propio del periodo in cui ci fu il colpo di stato al presidente Ugo Chavez e che se questo non fosse accaduto dubito che sarei mai andato via da quel posto meraviglioso, ma la vita si sa.... è anche fatta di coincidenza che avvolte non si possono proprio prevedere.

Così quasi scappando da quello splendito posto dove ormai mi ero stabilito, e attraversando il mar dei Caraibi da sud a nord contro il nord est (vento dominante aliseo) in un colpo solo 500 miglia di bolina in solitario sono arrivato a S. Domingo. Dove ho trovato un altro navigatore giramondo che si è innamorato tanto della mia barca che non ho potuto fare a meno di vendergliela, visto che già era un annetto che rimandavo un mio doveroso rientro Italia.

Ecco questo è un pò il riassunto di quello che potremo definire essere un mio curriculum di navigatore velista, che ho voluto menzionare nella speranza che l'allarme che sto lanciando possa da più gente possibile essere considerato.

Bene il periodo di cui vi ho parlato sopra è molto importante da specificare che trattasi proprio a cavallo di quando a Trapani, (mia città di origine e mio porto d'armamento)

la vela non esisteva ancora ed era solo conosciuta e considerata solo come un sport da ricchi, o tuttal più come il vecchio e antico modo con cui si navigava un tempo.

Ora che Trapani è diventata la capitale della vela non solo Italiana.

mentre accadeva delle qualificazioni alla coppa america a Trapani e tutte queste belle cose io ero appunto a Los Roques e credevo che tutto ciò potesse,in un certo qual modo , una volta caso mai fossi tornato essere una cosa positiva e che potesse anche favorirmi, ed essere per me , che di fatto nella vita non facevo altro, un qualcosa di propositivo.

Ma quando mai signori miei ma manco per niente, la realtà delle cose è invece diversa e che tra la gente comune, il mare e la vela, si sono solo alzate ulteriori barriere.

A cui difficilmente la gente comune riesce ad avere accesso non si è incentivato e cercato di creare, una cultura della vela e che quindi in primo luogho, se ne potesse dare l'accesso al mare anche alle piccole barche, insomma a chiunque e soprattutto alla gente comune.

A Trapani invece si è creata la solita cultura di una vela fatta solo per ricchi ed questo il mio grido d' all'arme ossia:

" ridare il mare e il suo accesso alla gente comune".

Ridare anche alla gente comune il diritto di poter avere accesso e apprendere l'arte dell'andare a vela e saper condurre in sicurezza un' imbarcazione.

Il problema a mio avviso sta nel fatto che a Trapani, la vela non ha avuto un retroterra culturale ed è saltata fuori dall'oggi al domani,

grazie solo a massicci investimenti e flussi di denaro, investimenti ad uso e consumo dei soliti privileggiati. Ed è proprio questo, ciò che mi indigna maggiormente, e che non mi fa essere indifferente a tutto questo.

L'inaccettabile ingiustizia a mio avviso sta nel fatto che così facendo non si fa altro che ulteriormente avvantaggiare incentivare coloro che già praticano la vela, ed hanno i soldi per permettersi di praticarla.

e non invece chi ancora si vede impossibilitato a poterla apprendere e praticare per i costi che non possono davvero ritenersi alla portata di tutti.

QUINDI PER UNA VELA + ETICA;
e alla portata di tutti poterla apprendere
,

Certo qualcuno di voi dirà... e vabbe in fondo con tutte le porcherie che si vedono e sentono oggi giorno !!! Ed avreste anche ragione a vederla così, ma riflettendoci un attimo, a mio avviso la cosa non è poi da sottovalutare perchè l'accesso a poter apprendere, istruirsi, ad una cultura del saper navigare a vela in modo indipendente è una reale e concreta vera opportunità che viene negata a chi ne ha più bisogno,

e che molte volte sono poi quegli stessi giovani, a cui magari socialmente ci si ripromette e si dice che gli vanno date delle opportunità, e si spendono poi altri soldi per creargliene di fittizie,

e non di autentiche come lo potrebbèro già essere le nostre antiche arti e mestieri, come ad esempio l'arte del navigare a vela.

Non bisogna poi stupirsi se come per già più generazioni di giovani siano state falcidiate dalle droghe ed altre problematiche giovanili che non portano a nulla se non a vedere che è sempre troppo tardi per poter fare qualcosa e che tutto ciò si sarebbe potuto evitare.

Imparare ad esempo l'arte del saper manovrare le vele al vento e navigare nella direzione in cui si vuole e deve andare, non è cosà che può essere riservata solo ai ricchi e chi ha già i soldi!!!

Perchè la vela soprattutto in una città che si candida ad essere la capitale della vela ed ha un porto come Trapani, praticarla deve essere cosa alla portata di tutti, in quanto la si puo incentivare a partire da piccole barche che vanno per mare navigano e magari sono anche più veliche e marine di tanti mega-appartamenti a vela che si vedono andare in giro.

La vela non può essere addirittura incentivata come lo è adesso solo per i ricchi, e chi di fatto già può permetterselo.

Per come è accaduto a Trapani che se si vuole davvero candidare ad essere una capitale della vela, bisogna che crei un retroterra, una cultura specifica ed incentivante a partire dalla gente comune

altrimenti Trapani anziché poter diventare una vera capitale della vela resterà solo uno dei tanti luoghi che per un periodo più o meno lungo faranno tendenza solo per ricchi annoiati in cerca di nuovi luoghi di moda.

L’UOMO E IL MARE.


Fin dall’inizio della storia l’uomo ha utilizzato il mare; come via di comunicazione ed il rapporto con esso ha accompagnato lo sviluppo dei popoli.

Oggi il rapporto con il pianeta è ambivalente: da un lato chi lo ama e lo rispetta e dall’altro chi lo sfrutta e lo inquina.


(Il boom nel porto di TRAPANI sono i gommoni con minimo 2-300 cavalli motore )
Il mio desiderio da adulto, vedendo tutto questo vorrebbe essere proprio quello di poter andare oltre tutto questo sistema di cose e speudo normalità,

e ad esempio poter far avvicinare i giovani al mare e alla vela per strapparli così dal mondo della strada, della piazza,
un desiderio anche questo autentico, ma che non trova spazio, non riesce a decollare perchè ci si ferma e non si va oltre dal vedere anche nella vela, come del resto in tutte le iniziative che si intraprendono solo ed esclusivamente un fine lucrativo e commerciale immediato.

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