-> ...VIVERE per MARE !!!: Francis Chichester la storia del suo giro del mondo con il “Gypsy Moth IV”

mercoledì 26 novembre 2008

Francis Chichester la storia del suo giro del mondo con il “Gypsy Moth IV”




Dopo aver circunnavigato il mondo in solitario Il 28 maggio 1967 si concludeva dopo 9 mesi di completa solitudine una memorabile impresa da record che entrerà di buon diritto nella storia della vela e non solo.

Già dalle prime ore del mattino si incominciarono sui moli del porto di Plymouth ad accalcare un pubblico fatto di migliaia di appassionati che non si erano mai visti prima per per questo genere di imprese o accadimenti, e che lo vollero riceve e acclamarlo.

Ed il 65enne Francis Chichester entrò con il suo yacht “Gypsy Moth IV” nel porto di Plymouth dove fù accolto con un 'entusiasmo forse anche inaspettato. Al suo rientro al porto di Plymouth Il navigatore, scrittore inglese,aveva fatto 29.630 miglia battendo diversi record.


Oltre al fatto già non trascurabile che Francis Chichesterche quando compi quest'avventura aveva 65 anni e che ha circumnavigato il mondo non scordiamo passando per i Capi di Buona Speranza e il Capo Horn e quindi alle basse latitudini dei 40 urlanti e 50 ruggenti, 

Non solo è riusci'a fare il giro del mondo in una piccola barca a vela (16,5 m) ma anche nei tempi più brevi mai realizzati, ed anche pasando per il tragitto più lungo senza soste per le prime (15.500 miglia marine).

Il tutto ebbe inizio il 27 agosto 1966, già con una partenza non certo che prometteva bene
infatti prima della partenza il velista subisce un incidente e si ferisce a una gamba, in modo tanto grave da poter a malapena camminare.


Inoltre, sente che la barca a qualcosa che non va e qualche cosa ancora da modificare nell'armamento.

La barca che si è costruito con le sue mani per il viaggio pesa (11,5 t), e gli risultò essere molto poco maneggevole.

Già subito dopo aver salpato da Plymouth, Chichester viene colpito dal mal di mare e,aggravato e reso ancora più dal verificarsi difetto nel sistema di autogoverno o pilota automatico.

La rotta attraverso l’Atlantico porta il navigatore lungo la costa occidentale della Spagna e dell’Africa fino al Capo di Buona Speranza.Dopo averlo circumnavigato,

Chichester prosegue verso est, diretto in Australia.Il primo porto in cui prevede di far sosta è quello di Sydney. Tuttavia, dopo aver oltrepassato il Capo di Buona Speranza, incontra tempeste e piogge violente.

Tratto dal suo libro di bordo Chichester scrive:
«Entravano molto vento e molta acqua proveniente sia dal mare sia dalla pioggia violenta. Dovevo tenermi sempre ben saldo, perché la barca rollava e le onde si infrangevano sul ponte. Dopo aver ammainato le vele, mi sono sentito male e sono sceso in cabina per sdraiarmi e cercare di dormire. È stato inutile. Mi ero appena tolto la cerata, quando la “Gypsy Moth” ha cominciato a inclinarsi...».
Tuttavia, supera la tempesta, e l’11 settembre il navigatore inglese raggiunge la fascia dei tropici.
I pesci volanti che a volte si abbattono sul ponte costituiscono una gradevole variante alla sua dieta.In questa sua solitudine Chichester fu spesso profondamente depresso, ma comunque sempre riuscendo a non perdersi mai completamente d’animo.

Il 12 dicembre 1966, dopo 107 giorni di mare e solitudine, arrivò finalmente Sydney.


Organizzo subito una conferenza stampa, dove si rivelò essere ed avere radicata dentro quella tempera e filosofia che solo i marinai di una volta a mio avviso possedevano.

Gli venne infatti fatta la fatitica domanda da un giornalista quando si fosse sentito, in tutto il viaggio fin li, più a terra e depresso? e Chichester risponde senza esitare:

«Quando è finito il gin».

Ma anche se in realtà a quel punto, Chichester ha già perso più di 15 chili di peso ed è in cattive condizioni fisiche, ma non vole neanche sentir parlare di interrompere il viaggio.


Il 29 gennaio 1967, affronta il tratto da Sydney a Plymouth, che lo porta ad attraversare Capo Horn e le isole Falkland.

Dopo meno di 100 miglia marine, la sua imbarcazione viene travolta da uno dei temutissimi cicloni che spazzano il Mar di Tasmania, ma riesce a resistere.

Nonostante il mal di mare che lo assale spesso durante le frequenti tempeste, dopo nove mesi di navigazione raggiunge Plymouth. 



Appena in tempo: dopo pochi giorni dal suo arrivo, viene ricoverato d’urgenza per un’ulcera intestinale.


La Regina Elisabetta II lo fregierà con una delle massime onoreficenze il 7 luglio successivo.

Altre notizie, per saperne di più ed approfondire ulteriomente puoi trovarle quì!
alla prossimaby-
/)pipposail

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