-> ...VIVERE per MARE !!!: Un grido di allarme ridiamo il mare e la vela alla gente

Un grido di allarme ridiamo il mare e la vela alla gente

Il Mare Negato 


è un grido d'ALLARME che un signor nessuno sconosciuto navigatore velista indipendente Siciliano che in a svolto la sua attività di velista navigatore oceanico quasi in totale sordina


senza clamori o alcuna pubblicità in una totale e voluta indipendenza ma oggi crede che sia arrivato il momento anche a costo di uscire dall'anonimato di essercì e denunciare quanto accade per mare.


Della navigazione a vela non ne ho fatto solo semplicemente uno hobby o uno sport, ma un life style, totalizzante tanto che per anni mi sono dedicato solo a questo a tempo pieno e sono praticamente partito in barca diversi anni.


Da prima trasferendo barche a vela da e per il Caribe e altre destinazioni per ricchi armatori che volevano qualcuno sicuro professionale e puntuale a cui affidare la loro barca da portare per il periodo natalizio al  Caribe 


mi aiutava molto il i presentarmi come ex milatare in quanto mi ero appena congedato ed ero stato  Serg. Maggiore Aereo-Soccorritore dell' Aereonautica Militare dove già allora facevo l'istruttore di sopravvivenza in mare ai piloti da caccia dell'AM 


Per poi nel più totale sordina perchè tanto vi assicuro che 25-30 anni fà il dire che sarei partito e andato a vivere in barca a vela ai Caraibi tanto non esisteva la cultura della navigazione a vela che sarebbe servito solo a farmi dare del matto e fuori di testa più di quanto già me lo davano di mio. 



Ma alla fine con la liquidazione racimolando e vendendomi tutto anche l'auto mi comprai finalmente un' anziana ma gloriosa signora dei mari 


ELDORAN un' Alpa 38 Sloop da ricondizionare e far diventare per quanto possibile oltre che la mia casa anche un vero proprio seppur piccolo veliero oceanico.


Attrezzata e ricondizionata di tutto punto con il solo aiuto di PAPA-MIKE mio padre)  ci sono partito e fatto la mia prima traversata atlantica alla vela pura perchè di fatto all'atterraggio a Capo Verde mi si ruppe l'invertitore 


e quindi dovetti partire senza motore (anche se a folle potevo quando eolico e pannello non ce la facevano ricaricare le batterie) una traversata atlantica alla vela pura


arrivato ai Caraibi dopo una stagione a girarli quasi tutti mi stabilivo in un vero paradiso terrestre per chi ama il mare e vivere in barca a vela, praticamente decine e decine di miglia di laguna ventosissima con acqua piatta dietro la barriera corallina di Los Roques in Venezuela 

dove se non fosse stato che purtroppo sto parlando proprio del periodo di quando ci fù il colpo di stato al presidente Ugo Chavez e che se questo non fosse accaduto dubito che sarei mai andato via da quel posto meraviglioso, ma la vita si sa.... è anche fatta di coincidenza che avvolte non si possono proprio prevedere.

Così praticamente scappando da quello splendito posto dove ormai mi ci ero  stabilito e attraversando il mar dei Caraibi da sud a nord per intero contro il vento dominante nord est (L'Aliseo) in un colpo solo 500 miglia di bolina, 


sono arrivato a S. Domingo dove ho trovato un altro navigatore giramondo che si è innamorato tanto della mia barca che non ho potuto fare a meno di vendergliela


anche perchè già era del tempo che rimandavo un mio doveroso rientro in Italia per delle questioni di salute dei miei genitori che stavano praticamente degenerando per il peggio 


Ecco questo è un p'ò a grandissime linee il riassunto del mio viaggio con Eldoran che ho voluto menzionare nella speranza che l'allarme che sto lanciando possa da più gente possibile essere considerato.

A Trapani in quel periodo accadeva delle qualificazioni alla Coppa America mentre io non c'ero e non posso di certo negare di essermi illuso che tutto ciò potesse essere per me un qual cosa di buono una volta che sarei  tornato a Trapani.

Ma quando mai signori miei, la realtà delle cose è che tra la gente comune e la vela si sono solo alzate ulteriori barriere a cui difficilmente si riesce ad avere accesso, non si è cercato di creare una cultura della vela e del mare per favorirne l'accesso anche alla piccola barca e alla gente comune a chiunque.

A Trapani come del resto un pò in tutto il mondo dilaga e attecchisce una cultura del mare e della vela  del cazzo che si fa solo dopo essersi fatto prima tutto un guardaroba di abbigliamento tecnico per competizione o comunque sempre alla ricerca delle massime prestazioni e della performance che quindi si fa solo con le migliori risorse e materiali o non vale neanche più di tanto la pena andar per mare a vela,  una vela fatta solo per ricchi ed questo il mio grido d'allarme

"Ridare l'accesso al mare alla gente e che non bisogna necessariamente essere milionari per praticare la navigazione a vela.
Ridare il diritto anche alla gente comune di poter apprendere ed avere accesso alla vela. Il problema a mio avviso sta nel fatto che a Trapani, la vela non ha avuto un retroterra culturale ed è saltata fuori dall'oggi al domani solo grazie a massicci flussi di denaro arrivato dal cielo e si è creata la solita cosa ad uso e consumo dei soliti noti privilegiati.

  • PER UNA VELA ETICA.



Certo qualcuno di voi dirà... e vabbe ma cosa c'è poi di male in fondo con tutte le porcherie che si vedono quotidianamente e non avete tutti i torti ma riflettendoci un attimo più a fondo a mio avviso  la cosa non è poi così tanto da sottovalutare perchè l'accesso al mare, alla vela ad una cultura del navigare a vela è un'opportunità che viene negata quegli stessi giovani a cui magari socialmente si dice che gli si devono dare delle opportunità e si spendono altri soldi per creargliene di fittizie e non autentiche come invece potrebbe esserlo l'apprendere professionalmente la navigazione a vela per un giovane dei quartieri o comunque a rischio.


Pensate invece solo un momento  se qualcuno di questi giovani coattelli si avvicinasse al cancello di un marina anche solo per guardare da lontano una barca beh quasi sicuramente se non chiamano i carabinieri comunque li si guarderebbe così male di mododa mandarli via brutti, sporchi e cattivi.e senza neanche un dinghi cosa c...zo vengono a fare quì esternerebbe quasi sicuramente il gestore del marina.


Quindi non bisogna poi stupirsi se come già più generazioni di giovani siano state falcidiate dalle droghe ed altre problematiche sociali giovanili che non portano a nulla se non a vedere che è ormai troppo tardi per poter fare qualcosa e che tutto ciò si sarebbe potuto evitare.


Imparare ad esempio l'arte del saper manovrare le vele al vento e navigare nella direzione in cui si vuole non è cosà che può essere riservata solo a chi ha i soldi!!!


Perchè la vela soprattutto in una città che si candida ad essere la capitale della vela ed ha un porto come Trapani, praticare la vela deve essere cosa alla portata di tutti,  la si puo incentivare a partire da piccole barche che vanno per mare navigano e magari sono anche più veliche e marine di tanti mega-appartamenti a vela che si vedono andare in giro.


La vela non può addirittura essere incentivata per ricchi, per come accade ed è accaduto a Trapani, e se si vuole davvero fare una capitale della vela bisogna creare un retroterra cultura specifico ed incentivante a partire dalla gente comune,


altrimenti Trapani anzi poter diventare una capitale della vela resterà solo uno dei tanti luoghi che per un periodo più o meno lungo fanno tendenza solo per alcuni ricchi annoiati in cerca di nuovi luoghi alla moda.



  • L’UOMO E IL MARE. 

Fin dall’inizio della storia l’uomo ha utilizzato il mare; come via di comunicazione ed il rapporto con esso ha accompagnato lo sviluppo dei popoli.

Oggi il rapporto con il pianeta è ambivalente: da un lato chi lo ama e lo rispetta e dall’altro chi lo sfrutta e lo inquina.

Il mio desiderio da adulto vedendo tutto questo vorrebbe essere proprio quello di far avvicinare i giovani al mare e strapparli così dal mondo della micro-criminalità,


ma anche questo come molti altri desideri autentici molte volte non trovano spazio e non riescono ma nel mio piccolo non demordo e continuo quotidianamente a crederci e provarci.

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