-> ...VIVERE per MARE !!!: gennaio 2010

domenica 24 gennaio 2010

kenya , man and sea

kenya, man and sea Inserito originariamente da Paololivorno

Ciao a tutti non potevo non condividere questo splendito scatto fotografico regalatoci da un amico fotografo di Livorno di nome Paolo.

No comment, non credo io possa dire ed aggiungere nulla di più della foto stessa, se non che a mio avviso è la foto che più interpreta il mio modo di vedere ed immaginare la vela,

e che è sicuramente uno degli scatti più belli che io abbia mai visto ad interpretazione di questa bellissima arte che è la vela, solo se mi posso permettere una piccola annotazione io leverei il logo della nike che almeno che non ti abbiano pagato???

Non centra proprio nulla e a mio avviso non da nulla di più alla foto, che credo abbia il merito di poter avere tutto lo scatto dedicato senza altre cose .

Un ciao alla prossima da:
_/)pipposail

giovedì 21 gennaio 2010

Navigazione a vela in solitario.


Ciao, in realtà ho appena finito di rispondere ad un amico,che in previsione di voler fare anch'egli quest'esperienza mi chiedeva appunto: 

Se io fossi stato anche un Navigatore Solitario? E se lo fossi stato quanto questo con il senno di oggi quell'esperienza mi avesse cambiato la vita.???

Bene innanzi tutto nel rispondere a questa molto complessa e articolata domanda ho creduto necessario fare prima una doverosa premessa di riconoscere o ammettere che anche se sono stato un NAVIGATORE SOLITARIO molte volte nella mia vita o carriera di velista navigatore, ed anche in navigazioni abbastanza impegnative, non lo sono mai stato per scelta fino in fondo

(A tale proposito ad esempio ricordo di aver in solitario traversato da sud Bonaire (Antille Olandesi) a nord Canale della Mona (Santo Domingo) per ben 500miglia di bolina contro l'Aliseo di nord est, il Mar dei Caraibi in solitario) 

ma di non essere comunque e appieno nel modo più autentico del termine un NAVIGATORE SOLITARIO in quanto per me non è mai stata una voluta libera scelta ma sempre solo e semplicemente una condizione una concomitanza di coincidenze  in cui mi sono venuto a trovare e mi sono barcamenato.

Quindi dopo aver fatto prima questa doverosa premessa di essere io un navigatore solitario solo in parte e non nel modo autentico, e per dirla tutta fino in fondo devo riconoscere che fino a qualche anno fa, nei confronti della navigazione in solitario non nutrivo affatto una buona considerazione, anzi la snobbavo e consideravo e trattavo come essere solo ed esclusivamente un'attività da estremisti, mezzi fuori di testa, avventurieri masochisti e null'altro che avrebbe potuto affascinarmi.

Ma evidentemente  non era così e questo era solo dovuto al fatto che ero ancora giovane e troppo presuntuoso ed ignorante in materia, e visto che di navigazione a vela in solitario in realtà poi non ne sapevo nulla avrei sicuramente fatto bene a starmene zitto ed aspettare a tirare delle conclusioni che di fatto poi  ho dovuto immancabilmente rivedermi in quanto ho scoperto solo oggi essere la navigazione a vela  in solitaro un'evoluzione naturale del velista moderno e non competitivo.

almeno a me ( ma chi me l'ha fatto fare) è stata la domanda che più comunemente mi  sorgeva spontanea farmi, ogni qual volta come del resto è normale che sia, avrei avuto voglia di parlare e confrontarmi. Si in realtà soprattutto nei momenti belli, magici oserei dire, erano proprio quelli i momenti in cui piombavo in tutta la mia solitudine di navigatore solitario in mezzo al mar dei Caraibi.

Comunemente tutti pensano che ci si dovesse sentire maggiormente soli nei momenti magari di brutto tempo di difficoltà ed invece no io  forse perchè in quei momenti ero indaffarato e concentrato ad uscirne e superare il momento della solitudine forse non avevo tempo di avvertirla e sta di fatto che invece l' avvertivo lancinante e forte tutta la mia solitudine di navigatore solitario nei momenti belli, magici commoventi e li che mi accorgevo di non avere altro che me stesso con cui condividere e che davvero la cosa l'avvertivo.

LE ESPERIENZE FATTE:

Tra le navigazioni in solitario che ho fatto e che mi sono maggiormente rimaste impresse sono tutte le volte che per due stagioni consegutive portavo da Puerto la Cruz (Venezuela) dei velisti turisti che venivano a trovarmi dall'Italia a Los Roches, e poi dovevo tornare con Eldoran (un Alpa 38 sloop) da solo per più di cento miglia contro vento, corrente, e onda appunto a Puerto la Cruz da dove ripartivo e facevo base con il giro dopo di turisti che imbarcavo li, e che poi alla fine della loro permaneza per poter stare fino all'ultima ora in barca  riprendevano l'aereo da Los Roques stessa ed io tornavo da solo al marina di Baya Redonda.

La  navigazione era davvero massacrante in quanto si doveva risalire l'Aliseo predominante che durante tutto l'arco della trentina di ore che durava questo viaggio il vento capitava che salisse anche qualche ora abbondantemente al di sopra dei 20 nodi, si trattava in pratica di navigare per quasi due giorni contro il vento, la relativa onda lunga oceanica e la corrente che anch'essa durante il viaggio poteva vedersi aumentare sempre in sfavore anche a più di 2 nodi contro e le conclusioni che ne scaturirono da queste forzate esperienze è stato che si è instaurata in me una nuova e molto coinvolgente passione per questo altro modo di approciare alla navigazione a vela d'altura.

Si devo dire che anche se ogni volta in mare da solo mi chiedevo puntualmente chi me l'avesse fatto fare, posso assicurarvi che ero anche consapevole che comunque tutto ciò mi affascinava e ricoinvolgeva puntualmente anzichè evitarlo a riprendere il mare comunque anche da solo anzichè evitarlo la volta successiva, e non potevo più fare a meno di quel sentimento di pienezza e grande riconoscenza al fatto di essere vivo che avvertivo ogni volta che riscorgevo il porto al rientro a terra dopo una dura ed avvolte estenuante navigazione in solitario.

Quindi ora per arrivare anche ad una qualche conclusione, vorrei dire che a mio avviso non c'è e non deve esistere assolutamente anche lo steriotipo del "Navigatore Solitario" ogni navigatore solitario sarà un bene che lo rimanga solo e sempre a modo suo.

Ultimamente mi è capitato di  leggere anche su blog o siti web più titolati di questo che trattano e fanno invece apparire e passare il mondo della navigazione a vela in solitario come un fenomeno da baraccone non dicendo ed omettendo la verità e facendolo apparire praticabile ed accessibile solo a dei super dotati, a velisti con delle super doti fisiche e spitiche eccezzionali,  disposti a rischiare un non so quale catastrofe ad ogni manovra ecc.ecc

cosa per nulla vera la navigazione in solitario è semmai l'intima intepretazione che ogni velista può dare al suo personalissimo rapporto con la navigazione a vela e null'altro. Tutto ciò che spesso si legge non scordiamo che sono le eccezzioni nel senso che levati i Giovanni Soldini della situazione che si contano su di una mano,  davvero dei super professionisti istruiti e preparati appositamente per avere e fare delle performance, il mondo dei navigatori solitari poi nella realtà è fatta di velisti comuni che anzi il più delle volte arrivano alla consapevolezza della navigazione in solitario solo per necessità amore e attaccamento al mare e non certo perchè dei super uomini.

In conclusione mi è sembrato ed ho recepito troppo riduttivo leggere un articolo che dipingeva la navigazione in solitario solo come uno sport estremo, alla no limits, adatto e praticato solo da super dotati.

bene la navigazione a vela in solitario vi assicuro essere tutt'altra cosa, avvolte addirittura l'opposto di uno sport estremo ma anzi un concentrato di esperienza e saggezza che possa permettere di fare grandi viaggi traversate anche con barche minimaliste e in solitario. Insomma ritengo che questo tipo di esperienza sia troppo di più, per essere riduttivamente steriotipata o catalogata e credo che infine la navigazione a vela in solitario molte volte sia solo semplicemente l'evoluzione del navigatore a vela moderno non competitivo.

un saluto alla prossima da
_/)pipposail

martedì 12 gennaio 2010

Il maniglione tra catena ed ancora un particolare non trascurabile.


Ciao questo articolo soprattutto per ribadire che la preparazione di una barca a vela sicura è anche una questione di imparare ad avere la giusta attenzione anche alle piccole cose e/o particolari.
Quindi anche in questo post di oggi come del resto avevo già fatto nel precedente dove ad esempio, ho parlato di come poteva essere un'ottima iniziativa non trascurabile la possibilità di trasferire le luci di via in testa d'albero per raggiungere un maggior margine di sicurezza su una barca a vela da grandi viaggi.


anche questo post vuole rimarcare e attenzionare su di un altro piccolo particolare tecnico che seriamente non dovrà essere trascurato nella realtà della preparazione di una barca a vela sicura, è su come andrà inderogabilmente

COLLEGATA L'ANCORA ALLA SUA RISPETTIVA LINEA DI ANCORAGGIO.


L'oggetto è un maniglione di cui ne ho inserito una piccola immagine al lato ed anche se vi potrà sembrare assurdo è solo questa ed esclusiva tipologia di maniglione che potrà darvi la giusta sicurezza, previo addirittura il poter concretamente anche perdere la barca e ritrovarla a scogli.
Come potete notare questo tipo di maniglione ha la pecularietà che lo contraddistingue da altri che potrebbero anche apparire più semplici e robusti di essere snodabile e poter girare su se stesso, e questo farà si che dal normale brandeggiare della barca in una rada ventosa la linea di ancoraggio o per meglio dire la catenaria, sotto tiro, in tensione che diventerà essere come un asse rigida se alla sua estremità non congiungiamo l'ancora dandogli la possibilità di poter ruotare almeno nel suo asse orizzontale questo movimento rotatorio verrebbe trasmesso all'ancora che invece è un bene che stia bene affondata e rimanga ben fissa sul fondo a contrastare solo il tiro longitudinale.

Ciao alla prossima da
_/)pipposail

giovedì 7 gennaio 2010

La navigazione a vela in solitario

Ciao a tutti, in realtà ho appena finito di rispondere ad un amico anch'egli velista se appunto io fossi stato anche un Navigatore Solitario o no. 

Bene innanzi tutto nel rispondere a questa molto complessa e articolata domanda ho creduto necessario fare prima una doverosa premessa che mi obbliga a dover riconoscere e ammettere che anche se sono stato un NAVIGATORE SOLITARIO,  

diverse volte nella mia vita o carriera di velista navigatore anche in navigazioni abbastanza impegnative, 

(ricordo ad esempio che a tale proposito di aver in solitario traversato, da sud Bonaire Antille Olandesi a nord Canale della Mona - Santo Domingo per ben 500 miglia di bolina contro l'Aliseo di Nord Est,il Mar dei Caraibi) 

di non essere comunque nel modo autentico appieno un NAVIGATORE SOLITARIO in quanto per me non è mai stata una voluta,libera scelta ma sempre solo e semplicemente una condizione in cui mi sono venuto a trovare e barcamenato. 

Quindi dopo aver fatto prima questa doverosa premessa di essere io un navigatore solitario solo in parte e non nel modo autentico, e per dirla tutta fino in fondo, devo riconoscere anche che fino a qualche anno fa nei confronti della navigazione a vela in solitario non nutrivo affatto una buona considerazione, anzi la snobbavo e consideravo e trattavo come essere solo ed esclusivamente un'attività da  mezzi fuori di testa, avventurieri, estremisti, masochisti e null'altro.

Ma questo perchè ero ancora giovane e troppo presuntuoso ed ignorante in materia e visto che di navigazione a vela in solitario in realtà poi non ne sapevo nulla avrei sicuramente fatto bene a starmene zitto ed aspettare a tirare delle conclusioni che di fatto poi ho dovuto immancabilmente rivedermi in quanto ho scoperto oggi essere la navigazione a vela in solitario un'evoluzione del velista moderno e non competitivo.
  • ESPERIENZE FATTE:
Tra le navigazioni in solitario che ho fatto e che mi sono maggiormente rimaste impresse sono tutte le volte che per due stagioni consecutive portavo da Puerto la Cruz (Venezuela) dei velisti turisti a Los Roques, e poi dovevo tornare con Eldoran (un Alpa 38 sloop) da solo per più di cento miglia contro vento, corrente, e onda a Puerto la Cruz. Da dove ripartivo e facevo base con il giro dopo di turisti che arrivavano dall'Italia e che poi alla fine della loro permanenza a loro volta per poter stare fino all'ultima ora in barca riprendevano l'aereo da Los Roques stessa ed io tornavo da solo.

La navigazione era davvero massacrante in quanto si doveva risalire l'Aliseo vento dominante che durante tutto l'arco della trentina di ore che durava il viaggio il vento capitava che salisse anche qualche ora abbondantemente al di sopra dei 20-26 nodi. 

Si trattava quindi di navigare per quasi due giorni contro il vento, l'onda e la corrente che anch'essa durante il viaggio poteva vedersi aumentare sempre in sfavore anche a più di 1,5 - 3 nodi contro e le conclusioni che ne scaturirono da queste forzate esperienze è stato che si è instaurata in me una nuova e molto coinvolgente passione per questo altro modo di approciare alla navigazione a vela. 

Si devo dire che anche se ogni volta in mare da solo mi chiedevo puntualmente chi me l'avesse fatto fare, ero anche consapevole che comunque tutto ciò mi affascinava e ricoinvolgeva puntualmente anzichè evitarlo a riprendere il mare comunque anche da solo anzichè evitarlo.

Quindi ora per arrivare anche ad una qualche parvenza di conclusione a mio avviso non deve esistere uno steriotipo anche del così detto: "navigatore solitario", e che ogni navigataro solitario lo è,  e dovrà sempre essere solo in modo autentico intimo personale.In poche parole sempre solo a modo suo.

Ultimamente mi è capitato di leggere anche su blog o siti web ben più titolati di questo che trattano e fanno invece apparire e passare il mondo della navigazione a vela in solitario solo come un fenomeno da baraccone non dicendo ed omettendo la verità.

Praticamene facendolo apparire accessibile solo a dei super dotati, a velisti con delle super doti fisiche e spitiche disposti a rischiare un non so quale catastrofe ad ogni manovra ecc.ecc insomma un mondo esasperato dove la competività, la performance e lo sponsor siano le sole cose degne di essere menzionate cosa per nulla vera la navigazione in solitario è semmai l'intima intepretazione che ogni velista può dare al suo personalissimo rapporto con la navigazione a vela e null'altro.

Tutto ciò che spesso si legge non scordiamo che sono le eccezzioni nel senso che i Giovanni Soldini della situazione si contano su di una mano il mondo dei navigatori solitari in barca a vela nella realtà è fatto di tantissimi velisti comuni, che con barche comuni si cimentano e sono coinvolti da questa attività.
  • CONCLUSIONI
Ed allora diffidate sempre di chi vuole fare apparire e passare la navigazione a vela in solitario solo come un sport estremo, no-limits per intenderci, perchè anche con molte possibilità e soldi di estremo resterebbe solo il fatto di essersi avventurato per mare senza la dovuta consapevolezza ed esperienza, e credetemi anche avendo una bellissima barca ma se solitari non lo si è diventato evolutivamente in un personale rapporto in crescendo con il navigare, il mare e la propria barca difficilmente si potrà rimediare.

venerdì 1 gennaio 2010

Le luci di via in una barca a vela Oceanica?

Salve a tutti una piccola premessa soprattutto per chi si trovasse a leggere solo oggi per la prima volta questo blog e potergli ugualmente ribadire ciò che vi ho nei suoi contenuti sempre creduto e sostenuto, oggi  in questo caso a riguardo del fatto che a mio avviso la così detta barca Oceanica, così per come molti la intendono ed indicano essere non esiste.

Questo perché credo e ritengo che una qualsiasi barca a vela se stata ben concepita e costruita per la navigazione d'altura debba già potersi di per se considerare all'occorrenza idonea e ottimale anche a poter navigare in oceano.

Poi potrà essere la più o meno capacità, perizia ed esperienza dello skipper che dovrà sapere far in modo di attrezzare e preparare la barca alle navigazioni che dovrà affrontare nel suo set migliore.

Quindi premesso che OCEANICHE possono esserlo quindi tutte le barche o diventarlo semplicemente se il suo skipper avrà l'esperienza e conoscenza necessaria ad attrezzare, ed armare la barca nel modo migliore in funzione e previsione delle navigazioni e viaggi che dorvà affrontare.

A questo proposito una cosa che ad esempio mi è subito venuta in mente essere una di quelle modifiche o miglioria che tutti gli Skipper più di esperienza ed attenti non rinunceranno mai di fare ad una barca con cui navigherà anche in oceano;

sarà quello di trasferire le LUCI DI VIA IN TESTA  D'ALBERO, anziché lasciarle montate come solitamente accade sulle barche Europee in coperta.

Se ci fate caso unfatti moltissime barche a vela che si vedono per mare hanno la fanaleria delle luci di via montate sul pulpito di prua e di poppa, o tutta-al più sui lati di una eventuale tuga, ma mai alte ed in modo sicuramente più visibile come lo saranno in testa d'albero.

 Da dove soprattutto in oceano dove normalmente si naviga su e giù sulla cima e cavo di onde molto più alte anche se meno ripide di quelle Mediterranee, sicuramente le luci più alte sono e più saranno visibili.

Conclusioni:


Praticamente anzichè avere le luci di via montate in coperta quasi al livello dell'acqua con tre lampade, una rossa a sinistra, la verde a destra e quella bianca sul balconcino o pulpito di poppa,

addirittura si potrà trovare di comprare un solo fanale a 360° da cui in testa d'albero farà sicuramente meglio il suo lavoro di essere maggiormente visti tra le alte onde lunghe oceaniche nelle lunghe notti nere che caratterizzeranno sicuramente qualche notte di traversata.

Comunque questa è solo una delle tante piccole migliorie e modifiche opportune ad attrezzare una barca ai grandi viaggi e traversate oceaniche,alla prossima potremo ad esempio trattare altri molti piccoli ma poi tutti assieme molto importanti a fare diventarela tua barca anche adatta alle navigazioni oceaniche e di lungo raggio.

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