-> ...VIVERE per MARE !!!: settembre 2008

martedì 30 settembre 2008

Preparazione della barca da giramondo, l' impianto elettrico di bordo questo sconosciuto!



Chiunque si ritrova a dover armare e preparare un piccolo veliero da o per come è stato concepito e costruito, e farlo diventare una vera barca oceanica, una così detta barca da giramondo e che quindi sia adatta sia alle navigazioni di tutti i tipi e anche soprattutto a doverci anche vivere, quindi potremo dire una casa si ritroverà inevitabilmente vuoi o non vuoi a dover rimettere mano all'impianto elettrico originale che sicuramente era nato tutta al più per garantirne le utenze standard di appunto una normale barca nata tuttal più alla così detta crocera d'altura e nulla di più.

Ad esempio per quanto questo così condividendolo possa tornare possibilmente utile ad altri ho praticamente allestito armate ben tre barche normali che poi sono quelle che ho posseduto ed ho pure in un certo qual modo giocoforza commerciato faciendole diventare vere barche da giramondo

Sia Eldoran ma già prima anche York un Vagabond 33 Ketch e sul moschitero, ma ora veniamo ad Eldoran una classicissima Alpa 38 sloop che è diventava inoltre a tutti gli effetti anche la mia casa mi trovai nell'esigenza non solo di potenziare limpianto ma in considerazione anche al fatto che come ho detto avrebbe dovuto avere anche più o meno tutte le comodità di una casa, mi trovai a dover rifare per intero tutto limpianto, Tutto partì dalle luci di via o di navigazione, anche per via che scelsi di non dotarmi del radar, una cosa da fare molto importante (che consiglio vivamente di fare) è di aggiungere e/o rinviare le luci di via in testa d'albero,noi in Italia non usiamo questo ovvio e maggiormente visibile posto dove collocare la fanaleria e luci di via semplicemente perché da noi non lo ha detto il signor Rina, è quindi non sarebbe regolamentare mentre lo sono se si continuano a mettere ad un metro dall'acqua sulla prua di una barca a vela che procede di notte sbandata tra le onde??? Viste queste contraddizzioni innanzi tutto quindi capirete che una delle prime cose che saranno da fare nell'attrezzare una barca alla navigazione Oceanica è sicuramente di portare le luci di via in testa d'albero. La persona diciamo "normale" farà in modo di aggiungere anche un solo fanale a tre vie (ne vendono di appositi) che ripetano le tre luci anche in testa d'albero, lasciando intatte quelle originali.

Io avvolte nelle mie cose devo ammettere sono un pò, un eversivo e sinceramente la parola legge, regolantari mi è sempre state antipatiche e indigeste avvolte da mandar giù, e quindi a questa decisione ho agito di conseguenza togliendo tutto e rifacendo, semplice semplice con un solo fanale in testa d'albero anziche cinque tutti in giro in barca, molto potente, sovraddimenzionato a cui dalla coperta potevo addirittura dare una luce lead stroboscopica ad intermittenza, in caso di bisogno, tipo Gibilterra, Stretto Messina di notte a far bordi per uscire con 15-20 nodi e i trenini di navi in fila indiana e luci da tutte le parti che davvero non ci capisci più nulla, e lunica speranza rimanre solo almeno la sicurezza di farti vedere, ecco credetemi non me ne importa proprio nulla di cosa è regolamentare e a norma di legge.

Ed io come vi dicevo allora così fatto. Quindi io mi son detto che valesse la pena cogliere la palla al balzo e rifare l'impianto che alla fine fosse anche molto più semplice e meno oneroso, in tutti i sensi, in quanto con una sola luce in testa d'albero ci sono in vendita,(non in Italia) dei fanali a tre vie colorati appositamente al suo intero per riuscire a dividere il 360° già in luce bianca per poppa, e verde e rossa i lati.

Mettendo quindi questo fanale a differenza che col mettere le luci in coperta come abbiamo detto andremo a risparmiare di collocare più lampade, porta lampade stagni, fili fasciettature e relativo impianto in giro per tutta la barca, semplificando di molto limpianto ed anche un futuro ulteriore risparmio di consumi essendo inoltre anche sicuramente visti.

Oltre questo mi si presentò l'esigenza di creare una nuova servitù per il secondo autopilota e tutto l'impianto che dall'eolico che lo scelsi come fonte di approvvigionamento a vela, quindi senza motore a garantirmi che la barca con l'impianto per come lo vedete sopra mi permetteva la mattina di arrivare con poco meno di meta batterie consumate e avendo usato tutta la notte

1. "Luci di via"
2. "Utenze di bordo luci cabina, pompe "
3. "Autopilota-Elettrico"
4. "Strumenti di navigazione, vari",

la radio ssb per via che aveva dei picchi anche di 100 w in trasmissione facevo in modo di usarla a motore acceso ed anche un attimo accelerato.

Poi per il capitolo frigorifero in barca. Io ho adottato questa mia soluzione avevo fatto in modo anzi che mettere il soloto frigo piccolino quasi giocattolo che poi alla fine consuma lo stesso, e poi neanche a darti la CERVEZA FRIA, io ho optato e consiglio un grosso potente compressore anzi che un normale solito frigoboat piccolo elettrico, e che quindi anche poco potente perché deve consumare poco.

Pensai una buona soluzione metterlo grosso molto potente a cinghia con una puleggia a volano motore come fosse una dinamo, o una pompa. E quando accendevo una volta al giorno motore per effettuare collegamento radio mi ghiacciava anche la ghiacciaia che manteneva, previo quando proprio necessitava dargli altri dieci minuti di motore che del resto non fanno mai male neanche alle batterie, che poi magari quella giornata è stata particolarmente allegra e avete tenuto anche la musica a palla tutto il giorno, e non la radiolina ma il cd con 90 w di amplificatore 6 casse sempre palla, insomma avrete capito che l'elettricità a bordo è più che altro un mondo in cui ci si deve necessariamente calare

Per poi anche molto in base quelli che sono i criteri bisogni trovarci dei giusti equilibri, certamente uno skipper che avrà costruito e progettato lui l'impianto sulla propria barca poi sarà anche colui che maggiormente ne saprà fare un uso ottimizzato al massimo dell'energia di bordo.

Avrete capito che parlare in modo indicativo ed esaustivo di questo aspetto dell'energia a bordo è cosa assai complicata perché non esagero nel dirvi che l'elettricità soprattutto in campo nautico è davvero un argomento sconfinato e che va ad abbracciare un sacco di considerazioni da dover fare in modo parallelo.

Quindi eviterò di entrare in quelle discussioni interminabili se è meglio l'eolico od il solare, o se sono meglio le batterie a secco o al quelle al gel, tutte cose che a mio parere si lasciano poi ad un certo punto discutere a chi non ha da tirare su l'ancora e salpare davvero e far miglia.

Se poi avete una domanda un problema tecnico in particolare da risolvere o comunque che prima di scegliere volete avvantaggiarvi anche degli errori che possono aver fatto altri sulla medesima scelta, usate il gruppo iscrivetevi e semplicissimo l'ho aperto apposta è il punto dove potrai domandare ad esempio:

1. devo cambiare le batterie alla mia barca
2. quali avete voi?
3. come vi funzionano?
4. che pregi e difetti hanno?

Del resto non cedo di chiedere troppo nell'interesse di tutti di attivare una realtà che può farci comodo a tutti, e sicuramente molto utile, quini oggi primai lasciare il blog 2 minuti iscriviti al gruppo, viverxmare trovi in alto sulla spalla destra il form di iscrizione Google, se poi di minutinei hai altri dueposta una domanda o magari chi sei .........................


..................Ciao comunque alla prossima /)pipposail

lunedì 29 settembre 2008

Partecipazione Velisti Italiani alla Mini-Transat 2009

Una notizia velica oceanica se il primo Ottobre ti trovi a passare a Milano un appuntamento interessante per gli amanti della vela oceanica, potrebbe essere a mio avviso senz' altro una capatina alla Libreria Mursia di Milano.

il 1 ottobre alle ore 19,00 ospita/incontro con i velisti italiani che parteciperanno alla "Mini Transat 2009" la regata atlantica in solitario che si corre ogni due anni su imbarcazioni di 6,5 metri. Gli skipper italian saranno:
  • Andrea Caracci
  • Luca Del Zozzo
  • Simone Gesi
  • Daniela Kein
  • Gaetano Mura
  • Giancarlo Pedote
  • Ingo Ravazzolo
  • Luca Tosi
  • Luca Zoccoli
Parte dalla Bretagna dal Porto di La Rochelle ed arrivo a Salvador de Bahia in Brasile con un unico scalo previsto.

Coordina l'incontro Gianluca Pasini, redattore de «La Gazzetta dello Sport». Sarà presente Gianluca Pantuso, presidente della Classe Mini Italia.

venerdì 26 settembre 2008

Breve storia del "Pen Duik" di Eric Tabarly,


Il "Pen Duik" è un cutter aurico di 13,60 mt costruito in Gran Bretagna nel 1898 su progetto dello scozzese William Fife Jr.

Il padre di Eric, Guy Tabarly lo acquista nel 1937 e lo donò al figlio nel 1953 quando questi fece ingresso all'accademia navale.

Ci vollero tre anni di lavori prima che finalmente il veliero ritornò a navigare condotto in maniera magistrale da quello che fu il suo capitano d'eccezzione Eric Tabarly.

Alla sua nascita i realtà (contravvenendo a quello che è la credenza in alcune parti del mondo che non si ribattezza mai una barca, il Pen Duick fu varato col nome di Astarte,

dopo il suo acquisto Guy Tabarly lo ribattezzò comunque dandogli al cutter il nome bretone di un uccellino canoro, la così detta Cincia Allegra.

Il Pen Duik è stato il capostipite di una serie di imbarcazioni molto diverse l' una dall'altra di Eric Tabarly, alcuni anni fa ne sono state riunite assieme cinque ,in una mostra che evidenziava come appunto le barche di Tabarly mostrassero in modo chiaro quali siano state le innovazioni tecnologiche negli ultimi 30-50 anni.

Traversata Oceano Atlantico, una Notte....................

Una notte in mare ........in cui forse anche io, diventai un Marinaio!
In realtà devo ammettere che era troppo tempo che il Mare me lo permetteva, si che mi perdonava di giocare con lui! Anche solo nel non considerarlo e rispettarlo nel giusto modo, si anche solo nel mettere sempre la barca alla frusta quel tantino in più, anche quando si sarebbe potuto evitare benissimo ..... perchè chi per mare ci Vive e quindi non ci va solo per competizione; questo è un atteggiamento molto sbagliato, che non paga. E quella notte una volta per sempre come solo il Mare sa fare!
Me lo insegnò!
Avevamo, io e la barca in quanto ero in solitario, lasciato molto allegramente le Isole Canarie, con vento teso al lasco alla volta di Mindelo Isole di Capo Verde . Ma che bell'andare aumenta pure un pò, cavolo se si viaggia cosi max 4 giorni sono a Capo Verde, facevo di questi ragionamenti stupidi
Hoo....!! Ma che fa aumenta ancora?
Cavolo aumenta ancora ogni tanto un onda più grande pare proprio volerci sbragare, sono ormai anche punte all'anemometro a 35/47 nodi tanta Paura, Paura non si può far niente è Così e la legge di questa traversata con gli Alisei, niente di complicato tecnicamente ma spicologicamente ci si butta a cavalcare di poppa l'Oceano Atlantico con 10 -15 nodi a salire, non ci si può più fermare, non si può più tornare indietro, e anche chiedere soccorsi diventa un terno al lotto. Non faccio in tempo a finire di pensare a tutto ciò, e un'onda più cattiva ci sdraia su di un bordo,
C.zo....................................... ma è l'Albero in Acqua NOOOOOO!!!
E' Notte è la fine!
HO PAURA, TANTA PAURA,ACQUA,
E' FINITA, SCHIUMA, ACQUA, E' FINITA 10-20 forse 30 secondi

in cui vidi tutta la mia vita passarmi davanti e se fosse stato saggio andarla a concludere e finirla lì, mi passarono davanti in rassegna tutti quelli che mi avevano dato del pazzo dell'incoscente.
E fù, Eldoran anche quella volta che pensò a salvarmi la VITA e si andò rialzando in realtà fu come uno scatto e la barca si rialzò, vidi subito anche se avevo paura ad andarlo ad ispezionare che comunque l'albero era sù, mi feci coraggio, Adrenalina-PAURA-Adrenalina rimisi alla VELA, ero da solo di notte in Oceano Atlantico e non nego che piangendo, ridendo, strillando e giurando a Me Stesso di cambiare per sempre atteggiamento ripresi fino ad oggi a navigare. Oceano Atlantico una notte in cui molto probabilmente diventai anche io .........
.........un Marinaio!!!
by /)ipposail

mercoledì 24 settembre 2008

Andatura di poppa Caraibica

Per Igor che mi chiedeva se quelle del Video sull'adatura di poppa con tenpo cattivo fossero delle condizioni da doversi ritenere condizioni normali di navigazione, be per par-condicion ecco un' altro video che dipinge invece benissimo : prima quella che è una navigazione di poppa tranquilla normale e poi...................=>

Nella seconda parte fa anche vedere e rendere un p'ò l'idea del clima che si respira, e soprattutto fate caso quante barche a vela sono all'ancora in rada, e ci si rende conto perchè i Caraibi sono considerate essere il paradiso della vela.

Ciao /)ipposail

martedì 23 settembre 2008

Il Belize, una meta per chi ama crocere in barca a vela impegnative lontane e non solo il mese di agosto.

 .
 .

 Il Belize è sicuramente una delle mete ambite da chi cerca dei viaggi o crocere veliche fuori dalle consuete rotte. Be pensavo che se dovessi partire per un viaggio di tale caratteristiche,

credo che le mete che almeno in questo emisfero mi ispirerebbero molto sono questi luoghi un pò sulla falsa riga di los Rochas, Venezuela.

Dove ho avuto la fortuna di fermarmici una intera stagione a lavorare, fino a quando poi come accade a tutte le cose belle tutto finì! Si ci fu il colpo di stato a Chavez

ed il paese fini così repentinamente nel caos a tal punto di consigliarci a tutti noi che lavoravamo su barche a los Rochas (quasi tutte barche a vela Italiane) di salpare e scappare ed io tutto, ciò che avevo guadagnato inevitabilmento lo dovetti lasciare all'Harbour Village dove ormeggiai la barca, Antille Olandesi (Bonaire)

Ma ormai anche non essendomi mai spinto oltre verso Ovest di Bonaire in quanto poi nel mio viaggio con Eldoran Alpa 38 Sloop da Bonaire appunto feci in una unica traversa del mar dei Caraibi di un 500 miglia se non ricordo male alla volta di Cuba, S.Domingo.

Ma anche non essendoci mai stato posso devo ammettere che già conosco abbastanza questi luoghi per averli navigati sulla carta un sacco di volte.

In Belize vi è la seconda barriera corallina al Mondo sia per vastità sia per varietà di speci ittiche, notoriamente è infatti considerato il paradiso per i divers che ci si recano da tutto il mondo. L'attrazione però il famoso Blue Hole, il buco che nel Lighthouse Reef,

riserva di Half Moon Caye (profondità media 3 Mt) sprofonda per quasi 300 Mt e nel quale è possibile ammirare uno degli spettacoli marini naturali tra i più belli del mondo.

Ma guardando e navigando un po sulla carta nautica vedo che una crocera che andrebbe a dirigersi da quelle parti almeno a me ispirerebbe molto di andare anche per il Guatemala,

risalendo il fiume Rio Dulce navigando in flottiglia attraverso le sue 10 Mln di lussureggiante vegetazione, fino al primo dei 2 laghi, El Golfete, superando l'alto ponte di Frontera fino ad affacciarsi al vasto lago Izabal. Sinceramente mete davvero suggestive! Ma che ogni tanto a mio avviso fa bene anche sognare chissà.

alla prossima
/)pipposail

domenica 21 settembre 2008

Vento in poppa; ma non si diceva che è sempre un bell'andare col vento in poppa?


Questo è il beccheggio classico di una barca di vecchia concezzione molto stretta, lunga e profonda, armata a kecth e sicuramente chiglia lunga integrata con il timone dentro uno skeg. Come immaginerete molto scomoda da navigare ma molto solida e sicura, come vedete anche nello scappare il mare quasi a secco di vela che non è di certo la sua andatura migliore. Anzi direi che questa è sono la classiche barche da bolina.
Na come vedete se la cava egregiamente anche a fuggire il mre di poppa


martedì 16 settembre 2008

Iniziative sicuramente degne di nota del mondo velico


Semplicemente ne sono venuto a conoscenza di questa splendida ed a mio avviso anche molto utile iniziativa , che gli do per quanto possibile visibilità.


Sicuramente vorrò su questa falsa riga, organizzare anche io un qualcosa del genere nella mia città appena ho dinuovo una barca,

ed invito tutti gli armatori quasi sempre ricchi e privilegiati signori a rendersi disponibili, per quanto certamente gli è possibile, anche solo una volta l'anno a portare in barca afare un'uscita gli ultimi i disagiati soprattutto gente che altrimenti senza questa loro iniziativa e disponibilità non avrebbe mai potuto avere altro modo per conoscere questa realtà .

Destinatari dell’iniziativa sono minori, ospiti delle case famiglia, minori coinvolti nel circuito penale e segnalati dall’Autorità giudiziaria, disabili ospitati presso case famiglia del territorio.

‘Un progetto che continua e si amplia - sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Domenico Porretta - e offre nuove opportunità a soggetti svantaggiati per confrontarsi con le proprie capacità e con i normodotati e per arrivare ad abbattere quelle barriere che spesso impediscono il loro accesso alla vita sociale.

Un ringraziamento alla Lega Navale che offrirà anche stavolta tutto il supporto tecnico all’iniziativa’. ‘La barca a vela - afferma il presidente della provincia Giovanni Avanti - diventa occasione di socializzazione e integrazione.

Una metodologia che si sposa perfettamente con le linee della nostra attività nel campo delle politiche sociali e che, per questa iniziativa, ha avuto forti apprezzamenti.
Per informazioni e prenotazioni sull’uso della barca per la manifestazione si può telefonare alla segreteria
della Lega Navale 389-8083087, e-mail palermo@leganavale.it .
Fonte: Dire 16 / 09 / 2008.

venerdì 12 settembre 2008

Affrontare avaria grave a Mindelo Africa, dal diario di bordo traversata atlantica di Eldoran sosta a Mindelo 1 parte


Sosta a Mindelo (Parte-1)  

Arcipelago di Capo Verde

  isola di S.Vicente
 
Africa
 
E’ utile sapere che il barcone che fungeva da marina fino allo scorso anno, dando quel minimo di sicurezza e assistenza a modo battello di marina, non esiste piu’.Si rischia di rimanere in bretelle e pantaloncini, come capitato ieri a Patrick, solitario francese, adescato e accolto da una meravigliosa bellezza locale!
 
Ora, si sta’ in rada con un fondo sabbioso buon tenitore, ma con 25/30 nodi di vento fisso. Questo significa che occorre ancorarsi molto bene e inoltre che bisogna essere indipendenti e autosufficienti per quanto attiene l’energia a bordo. Anche l’approvvigionamento dell’acqua e del gasolio e’ piu’ complicato .
Ma tornando a noi ricapitoliamo, dopo l’arrivo e l’ancoraggio nella baia di Mindelo , il motore non parte e le batterie sono cariche! 

3/2/2002 . Frenetico scambio di mail , per consulto circa le causa del guasto.
Il problema è serio. Si è preso contatto con quello che nell’isola è reputato essere l’uomo adatto. Sembra un armadio , un quintale , fa il pescatore , il meccanico , l’uomo di fiducia e quanto altro . Si chiama Carlos . Come officina ha una barca in rada ,un motoscafone che apparentemente sembra un deposito di rottami , con il quale si dedica alla pesca del marlin con I turisti Tedeschi. Stamattina è venuto a bordo , portando tra l’altro un gruppo elettrogeno , ha potuto escludere il guasto al motorino di avviamento . Si è constatato , provando a girare con una leva , che il motore è inchiodato.
 Ci ha girato attorno mezza giornata e ha concluso che occorre aprire la coppa dell’olio per vedere dove e' inchiodato. La sua teoria è che essendo il motore inclinato, ossia in discesa verso poppa (non come nelle macchine dove i motori lavorano orizzontali ) si possono verificare condizioni , specialmente se il livello olio è sotto il massimo , che la biella del primo cilindro a prua non sia a bagno olio e che quindi nelle accensioni , prima che inizi a lavorare la pompa olio , fa dei giri asciutta danneggiandosi e presubilmente potendosi tuttavia inchiodare grippare. Ha detto che non conta che il motore quando ha girato l’ultima volta non ha grippato e neppure fatto fumo o salito di temperatura o altre anomalie . Secondo lui dopo che ho calato l’ ancora e spento il motore ,raffreddandosi si e' grippato.
 Appena cala il vento verrà con una barchetta con il fuoribordo , per trainarci a fianco della sua barca officina e abbiamo pattuito che lui lavora finche’ non ha , insieme a noi , rimontato e fatto ripartire il motore. I pezzi di ricambio Mercedes dice che non sono un problema in quanto quasi tutti i taxi dei dintorni sono Mercedes e montano praticamente lo stesso motore di Eldoran . Inoltre tra le isole navigano , montati su barche , parecchi mercedes che aggiusta lui e che non c'e' problema , Ma qui siamo in Africa , questo è un mondo molto diverso , tutto e' su di una dimensione diversa , a noi estranea e difficile capire . Pero’ a pelle il meccanico convince .
4/2/2002 .Intanto Carlos, il pescatore-meccanico-armadio-e quanto altro che doveva venire a rimorchiarci , non è venuto .

Questa è la dimensione del posto . Il loro “magnana” , significa prima o poi , non domani. Certo che la situazione è nera proprio da esserne scoraggiati . A colmare la misura, stamattina abbiamo girato in lungo e largo la zona portuale . Praticamente poche strutture fatiscenti , ognuno lavora per se come e quando gli pare. Si puo' avere tutto in affitto o in uso ma praticamente la barca me la dovrei tirare da solo . Abbiamo visto i cadaveri ( spogliati) delle barche di passaggio che per avarie da Mindelo non sono più ripartite.
Desolante , ognuna di loro probabilmente è il triste sogno spezzato del loro armatore. Comunque stiamo affrontando i fatti con uno spirito giusto. Mauri , che tanto bene continua ad essere con me nella buona e cattiva sorte , quasi si esalta per tutta questa storia , la vive come una sfida . Questo del resto sprona anche me. PapaMike nelle sue diagnosi a distanza , temo per non deprimerci ulteriormente il morale , non concorda con la diagnosi di Carlos e insiste per ridimensionare il tutto al solo grippaggio invertitore .
Conclusione speriamo che abbia ragione lui . Purtroppo se non è inchiodato l’invertitore , occorre aprire il motore e nonostante i ripetuti “nada problema“ di Carlos c’è da essere poco tranquilli. Ho capito che per lui la riparazione significa fare in modo che il motore , bene o male e in qualche modo , riparta Accroccando il tutto con sistemi che , considerando il posto e i mezzi a disposizione , stupiscono per ingegno e buona volontà . Poi se dopo un poco si spacca tutto , è andata anche troppo bene , grasso che cola. Abbiamo pensato di andare via a vela e atterrare in rada alle Barbados o nella prima isola che ci troveremmo davanti non sarebbe poi un grosso problema . e chissà che alle brutte , non si faccia proprio così.di star qui a far passare la stagione degli Alisei fermi un anno con la barca off , no al limite l' unico ultimo problema anche se può sembrare paradossale nel dover partire per traversare l'atlantico alla vela pura è come tirar su la grossa ammiragliato (ancora) con la sua catenaria senza vericello e motore per scalzarla di marcia avanti, poi di partire a vela lo avevo praticamente dentro di me, già deciso, ( sarà anche stato vedere alla rada dopo tutti quei rottami di barche Europee ) ripeto avvertivo che il dover passare una stagione li come il primo motivo che poteva poi eventualmente innescare il come si può andare a perdere la barca in Africa per mancanza di assistenza ed incapacità ed impossibilità ad aggiustare il malfunzionamento, si credo proprio che adesso sarebbe stato più o meno questo il titolo che avrei potuto dare a questo post
5/2/2002 . Anche oggi non abbiamo spostato la barca tutto il giorno 25 nodi con raffiche a 35 e forse piu'.
Speriamo che l'aliseo domattina molli un attimo e che si riesca a fare l'operazione. Si è indagato sull'affidabilità di Carlos che a detta di tutti è bravo e competente . Ha preso coscienza di tutta l'accessoristica che eventualmente occorre smontare , timoneria compresa . Insomma qui e' tutto approssimativo , cercheremo di stargli costantemente addosso e speriamo bene . In compenso adesso possiamo stare piu’ tranquilli e scendere a terra . Abbiamo ingaggiato un un ragazzino di fiducia che tutto il giorno fa la guardia alla barca . Quando scendiamo ci accompagna con il tender a terra e quando ritorniamo basta fischiare che ritorna a prenderci . L’ingaggio costa 300 scudi ( 100 scudi sono quasi 1 euro ) .
7/2/2002 . Finalmente stamattina , abbiamo spostato Eldoran . Quasi un miglio affiancati ad una barchetta con un 8 cavalli fuoribordo . Il vento , una ventina di nodi , fortunatamente al traverso. Piu’ di un’ora il tragitto . Alla fine, attaccati alla barca officina , al sicuro ( si fa per dire ) . Subito al lavoro , Carlos si dimostra un buon diavolo , pardon un buon cristiano a giudicare dal crocifisso che porta al collo , lavora di buona lena e con criterio .
Giovedì 7 febbraio 2002 Messaggio di Maurizio co-skipper (lasciato in bacheca)

Tutto sotto controllo...o quasi! . Approfitto di questi pochi minuti per inviare un caloroso saluto a tutti coloro che ci seguono attraverso le pagine di questo sito. Da qualche giorno siamo in stand-by, da tutti i punti di vista, per verificare i danni riportati dal motore o, presumibilmente, dall'invertitore: tutte le energie sono focalizzate per organizzare le poche risorse disponibili qui (ricordo che si tratta di Africa!) con l'obiettivo di rimettere in moto Eldoran. Le cose da raccontare sarebbero infinite, dovremmo passare ore a tentare di trasferire sulla carta la lista di innumerevoli episodi e situazioni che quotidianamente ci capita di vivere: e adesso non c'e' proprio tempo! Vorrei comunque trasferire a tutti voi una sensazione positiva, di serenita', anche nell'affrontare situazioni complicate, figlia di un modo di vivere che da tempo la maggior parte di noi ha dimenticato.. Spero di tornare presto sull'argomento per condividere con voi questa atmosfera: adesso si torna a lavorare! Un abbraccio virtuale a tutti voi, e in particolare alle persone che hanno condiviso con me il concepimento (travagliato) e la preparazione di questo Viaggio..
A presto.Maurizio
8/2/2002. Dopo lo smontaggio del giunto , finalmente si puo’ togliere l’invertitore ed è con enorme sollievo che si constata il grippaggio dei cuscinetti dell’ asse di ingresso . Con altrettanto sollievo si accerta che il motore gira liberamente .Il guru dell'efficenza barca aveva ragione (PapaMike) . I suoi consigli sono realmente stati preziosi per arrivare al danno. Del resto, l'invertitore, e' l'unico pezzo che non e' stato ricondizionato prima della partenza. Carlos andrà domani , con l’invertitore , da un suo amico che ha la pressa e il tornio , per fare la sostituzione dei cuscinetti e delle tenute. La cosa si puo' ritenere quasi risolta , appena pronto lo rimontiamo con i suoi bei cuscinetti a rulli nuovi e saremo pronti a ripartire. Quando? Quando ne sentiremo il bisogno. Non conosco altri modi di andare per mare e viaggiare , se non con questo approccio.
9/2/2002. Nell’attesa del ritorno di Carlos con l’invertitore , qui è il “Carnaval” . Gli isolani , si sfrenano . Sfilate in maschera , musiche, cantate, balli e “grogo” a fiumi. Anche se con difficoltà cerchiamo di partecipare e condividere questa atmosfera. Per andare tutti e due a terra , dobbiamo mettere qualcuno che sorvegli la barca, fare in modo di lasciare il tender al sicuro e stare attenti al grogo . Succede , ieri mattina due tedeschi , si sono svegliati sulla spiaggia , dopo le copiose libagioni , in mutande alleggeriti di tutto . Dire però che qui c’è molta delinquenza sarebbe inesatto .
Occorre tenere presente che praticamente qui , il ceto medio è percentualmente poco rappresentato. Esiste un buon numero di persone con alte capacità economiche e che vive in modo consumistico. A questi si contrappone una gran massa della popolazione che vive di rimesse dall’estero o si arrabatta con mille espedienti. Tra questi , i servigi ai turisti , compresa una ben rappresentata prostituzione , vissuta apparentemente come un modo abbastanza normale e non colpevolizzato per tirare a campare. Chiaro che, nella quotidiana lotta per la sopravvivenza , un turista briaco da lasciare nudo è una buona occasione. Lo stesso se si lascia qualcosa momentaneamente incustodito.
10/2/2002. In questa baia di Mindelo, circondata da alture, per la sua particolare conformazione e disposizione , vi sono condizioni meteo del tutto particolari.
Il vento durante le ore diurne difficilmente scende sotto i 20 nodi . Piuttosto aumenta anche a 30 o addirittura a 40 nodi. La sera cala e riprende in nottata . Il mare praticamente , però è sempre piatto in quanto siamo all'interno di una profonda golfata ed il vento viene da terra .Scendere a terra con il tender è abbastanza una’impresa ( bagnata ) . Stanotte con raffiche che cambiavano spesso anche direzione , sembrava di essere in una burrasca. L’eolico che gira freneticamente , produce oltre ai 3 o 4 amper di carica , anche un certo rumore ben avvertibile nella cabina di poppa e al quale si è fatta l’abitudine.
lunedì 11 febbraio Messaggio di Pipposail (lasciato in bacheca)
Tutto a posto , o quasi Allora tutto bene, l'invertitore riparato e rimontato con non poche difficoltà , sembra essere riallineato all'asse speriamo bene. Il motore e' ripartito subito . Prima di lanciarci in traversata andiamo a fare un giro di prova attorno all'isola (a tiro di schioppo di vhf) per fare un collaudo migliore di quello fatto all'ancoraggio.Comunque,almeno fino ad adesso , tocchiamo ferro , sembra un lavoro ben fatto. E stato un film tacchinare Carlos tutto il santo giorno,ma alla fine pare che sia tutto OK .
12/2/2002 . Dovrebbe entrare a far parte dell’equipaggio un altro amico , Francesco detto Cougar , di Siena , è un tipo , anche lui evidentemente abbastanza insofferente a quella che , dalla maggior parte della gente , è considerata la normalità .
mercoledì 13 febbraio Messaggio di Maurizio (lasciato in bacheca)
Fine della puntata . Eccoci di nuovo qui.
Un saluto prima di tutto, ovviamente, a tutti coloro che ci seguono e in particolare alle persone insostituibili della mia vita!.Uno speciale va' a Marilena, insieme a tutto il mio calore e alla mia energia..
E allora... ( classico intercalare di bordo quando ci si accinge a mettersi in moto e si e' in condizioni precarie ! ), anche questa puntata volge al termine. Ma che puntata!
Proprio oggi si e' chiuso il Carnival, momento magico che annualmente si festeggia su quest'isola, con la cerimonia di premiazione: i nostri "Africans", uno dei 5 gruppi in competizione nella parata di ieri (stile Rio de Janeiro, per capirci..) sono arrivati terzi ma hanno portato a casa il titolo di Re del Carnival 2002 !
Dico "i nostri Africans" perche' abbiamo avuto la fortuna, pur nella confusione e nella imprevedibilita' di questi dieci giorni, di condividere con loro l'atmosfera, l'eccitazione, la voglia di affermarsi e di uscire per un momento dall'anonimato e dalla durezza della vita quotidiana.
Abbiamo vissuto le serate interminabili di preparazione della parata, gli allenamenti dei percussionisti e delle ballerine di Samba, abbiamo mangiato gallina arrostita e bevuto Grogo con loro (bevanda alcoolica locale, n.d.A), mescolandoci con naturalezza e umilta' agli odori e ai suoni di questi momenti. Ognuno di loro ha un viso noto per noi, ormai, perfino un nome: volti e situazioni stampate nella mente per sempre..
Come ieri, quando abbiamo percorso con loro i due giri del centro cittadino, nella parata ufficiale, tra due immense ali di folla, come se fosse la nostra squadra: anche i poliziotti che sorvegliavano la folla, hanno capito e ci hanno lasciato nel gruppo!
Mille pagine non basterebbero a contenere tutte le emozioni che ognuno di noi ha vissuto; poche parole sono sufficienti, pero', a far capire che ogni realta', in qualunque viaggio si affronta, va' vissuta cercando di calarsi con umilta' e disponibilita' mentale: e' il regalo migliore che si possa fare a noi stessi!
Direi che questa e' la lezione che porteremo via da qui, insieme alla soddisfazione e allo stupore che, per una serie di casualita' e di "problemi", abbiamo avuto modo di vivere questa esperienza! La prossima morale...beh...la lascio a voi!
Un saluto carissimo.
Maurizio – Mac

giovedì 11 settembre 2008

Effetto Venturi uno sconosciuto che può sorprendere il navigatore Velista.


Anche chi non mi conosce affatto ma ha solo letto qualcosa di me sul blog, avrà sicuramente letto che uno dei momenti più importanti della mia vita di mare, fù una notte in cui forse anche io diventai un marinaio, in cui scuffiai ero ancora molto giovane, spavaldo ed incoscente, e ricevetti due grandi lezioni!!!

Trattasi di quando lasciai io e la barca, in quanto ero in solitario, Las Palmas (isole Canarias) di poppa alla volta di Mindelo (Isole di Capo Verde) e che a mio avviso quella notte sia per esperienza che per lezione ricevuta.

Si quella notte le grandi lezioni in realtà furono due, una personale di vita a cui ho dato già risalto e una più tecnica che comunque credo valga la pena di riportarvi, in quanto non molto conosciuta soprattutto possa andare a riguardare la vela e la navigazione ma di fatto è così e trattasi dell' effetto-Venturi una situazione in cui ci si può venire a trovare chiunque navighi, lasciandosi di poppa non solo un arcipelago di Isole ma anche un vento già gagliardo e sostenuto come ad esempio lo è l'Aliseo prima di incanalarsi tra l'mbuto o comunque strettoia che sopravvento a te creano lealte isole.

Ciò che mi fece intimamente diventare anche a me un marinaio anche se era già anni che andavo per mare e parecchie miglia avevo percorso. E' stato il fatto che era troppo tempo praticamente da sempre che il Mare me lo permetteva, si mi perdonava il fatto di giocare con lui! Anche solo nel non considerarlo e rispettarlo nel giusto modo, o anche solo nel mettere sempre la barca alla frusta quel tantino in più che non serviva, e/o che si sarebbe potuto benissimo evitare ..... perchè chi per Mare ci Vive, ci abita, e quindi non ci va solo per competizione sa che questo atteggiamento è semplicemente sbagliato perchè alla lunga non paga.

E quella notte una volta per sempre come solo il Mare sa insegnare!

Me lo insegnò. Avevamo, lasciato molto allegramente le Isole Canarie con i consueti e normali 18/20 nodi di vento, bollettino ottimo con alta pressione ed alisei stabilizzati alla volta di Mindelo (Isole di Capo Verde).

Che bell'andare aumenta pure un pò, cavolo se si viaggia così max 4 giorni e sono a Capo Verde, facevo di questi ragionamenti stupidi mentre andava calando anche il giorno e ...........

Hoo! Ma che fa....? Aumenta ancora..........?E si cavolo aumenta ancora !!!

E ogni tanto un onda più grande ed incazzata pare proprio volerci sbragare, sono ormai anche punte max all'anemometro di 47 nodi, tanta Paura, praticamente quasi a secco di vele, raffiche che sembrano non terminare mai e lasciarti un tempo interminabile in bilico su di un precipizio.

Era già qualche ora che alle esaltanti surfate si era sostituita solo tanta paura, paura ma non si può far niente, è così, è la legge l' ineluttabilità di navigare gli Oceani, di traversarli e degli alisei venti tesi e costanti, niente di complicato tecnicamente.

Ma spicologicamente ci si butta tra braccia dell' Oceano in modo incondizionato a cavalcare di poppa le onde l' Atlantico con 10 -15 nodi a salire in base al sole e le ore della giornata, non ci si può più fermare, non si può più tornare indietro, e anche chiedere soccorsi è improbabile.

Non faccio in tempo a finire di pensare che forse sarebbe stato meglio smetterla di pensare a tutto questo, e un'onda più cattiva mi sdraia su di un bordo, è la FINE, immagino, intuisco e alla fine vedo l'albero in acqua NOOOOOO!

L' HO COMBINATA , la stessa sensazione di quando da bambino avvertivo di averla combinata talmente grossa che mio padre me le avrebbe date di santa ragione e che era finita come un senso di rassegnazione, si ricordo di aver pensato avvertito tutto questo e tanta PAURA, ACQUA, STAVOLTA E' FINITA, SCHIUMA, ACQUA, E' FINITA ........

10-20 forse 30 secondi in cui vidi tutta la mia vita passarmi davanti e se fosse stato saggio andarla a concludere e a finirla lì, mi passarono davanti in rassegna tutti quelli che mi avevano dato del pazzo dell' incoscente, del fuori di testa e consigliato di fare ciò che facevano tutti e che avevo letto troppi libri

Fu allora che Eldoran anche quella volta fedele e mia padrona pensò a salvarmi la vita, e si andò rialzando in realtà fu di scatto e la barca si raddrizzò. Vidi subito (anche se avevo paura ad andarlo ad ispezionare) che comunque l'albero era sù, anche se non mi sfuggi che la vela di prua o ciò che ne era rimasto sventolava a modo di bandiera ed il tangone divelto era al traino fuori barca che sbatteva su di una fiancata con dei colpi sordi ,

tagliai le cime e lo mollai in mare, pensai ne ho due e mi feci coraggio ma fu più che altro una questione di tanta Adrenalina, come potevo, rimisi alla VELA, e mi lasciai a poppa a modo di freno una lunga grossa cima con legato in fondo anche il tangone divelto al traino, ma che ben presto poi non ce ne fu neanche poi più di tanto bisogno.

Ero da solo di notte in Oceano Atlantico............ e non nego che Piangendo, Ridendo, Strillando ma soprattutto Giurando a Me Stesso che avrei per sempre cambiato atteggiamento, ripresi a navigare...........Oceano Atlantico una notte! ........in cui molto probabilmente diventai anche io un Marinaio!!!

Solo dopo inoltre appresi che lasciandosi alle spalle di poppa uno stretto tra due alte isole, conseguenzialmente sotto vento a questo naturale inbuto che si sarà venuto a creare si avrà una costante e relativa accellerazione della velocità del vento per il così detto "Effetto Venturi. (vedi su wikipedia il significato) che gli skipper e navigatori esperti conoscono bene, ed evitano.

Io anche se non ero del tutto inconsapevole del signor Venturi e di cosa avesse scoperto perchè di fatto a scuola qualcosa ne avevo sentito, mai poi avrei pensato che questo mi sarebbe potuto tornare a riscontro nel calcolare la rotta da fare, perchè di fatto ed in concreto ad evitare le problematiche che avvolte può provocare questo effetto Venturi ed il suo accellerare venti già gagliardi e sostenuti sottovento a strettoie,

basterà all'ontanarsi dall'essere sottovento la terra qualche 10 di miglia prima di mettere in fil di ruota, altrimenti sarà inevitabile che arriverete ad una certa distanza dall'ipotetico imbuto creato dalla costa che il vento già gagliardo e teso possa diventare molesto accellerando ulteriormente senza altri segnali od avvisi.

E giustificare o quanto meno spiegare come senza nessun avviso che lo facesse almeno presagire, di botto o di punto in bianco potessere essere aumentato in modo così repentino e violento il vento senza che ce ne fosse nessun sentore , se non quello che poi oggi abbiamo scoperto essere stato niente altro che inesperienza da parte mia, in quanto l'effetto Venturi credo sia sempre esistito anche da prima che io andassi in barca a vela.

Ciao alla prossima
/)ipposail

martedì 9 settembre 2008

Come andare a vivere in barca a vela ai Caraibi?Senza essere ricchi.




Ciao a tutti, sempre sulla falsariga di come andare a vivere in barca a vela ai Caraibi ?

Senza dover essere per forza dei ricchi ereditieri o comunque nella possibilità economica di potersi comprare una barca e semplicemente partire.

Oggi vi parlo di come e quali possono essere le attività che si può pensare di intraprendere una volta fatta la scelta di Mollare Tutto e andare a vivere in barca a vela ai Caraibi veramente.

Una volta che avrete incominciato a vivere per mare, vedrete che questo che ora sembra essere un problema insormontabile, risolversivi in funzione e a partire proprio dal vostro nuovo stile di vita praticamente in funzione delle vostra nuova condizione di vita vedrete aprirvisi davanti a voi molteplici opportunità che scaturiranno e potrete sfruttare a partire ed in funzione proprio dal fatto e dalla condizione che vivete per mare a tempo pieno.

Avrete capito che vedo anche questo come un problema secondario in relazione a "quando poter pensare di aver fatto almeno l'indispensabile per partire" con quel minimo di progettazione che non vi faccia finire necessariamente a vivere di sopravvivenza e stenti in qualche sperduta isola o località, senza soldi neanche per mantenere voi e la barca di quel minimo per farla rimanere navigante e andante.

C'è anche questo, molte volte nelle cale o rade dei Giramondisti si trovano skipper navigatori fermi sempre ad aspettare che gli arrivino magari rimesse di denaro da casa per poter proseguire, o sempre visto questi personaggi come persone capitate in quella condizione per combinazione e non per vocazione e scelta e che si subisce lo stile di vita e opportunità che lo stesso gli offre tirando a campare di porto in porto con la barca che magari gli cade sempre più a pezzi.

Penso ciò perché vi assicuro che se avrete trovato dentro di voi le risorse necessarie a procurarvi una barca e partire davvero, con delle motivazioni autentiche, state certi che strada facendo saranno tanti ed innumerevoli le possibilità che vi si presenteranno di come si suol dire per sbarcare il lunario, (e non star li fermi ad aspettare ed ad usare come scusa di tutta una immobilità mentale che arrivino soldi da chissà dove se non poi magari proprio da mamma e papà!

Penso che se tutto motivazione, barca e preparazione a partire è stato fatto nel giusto modo e di fatto già sarete riusciti a partire diciamo con un minimo di autonomia, vedrete che le risorse che avete usato, e vi hanno permesso di arrivare a quel punto, vi permetteranno anche di non lasciarvi sfuggire le molteplici iniziative che potrete intraprendere e che troverete poter fare strada facendo.

Mi spiego perché capisco che detta così, potrebbe far pensare più a chi vi sta consigliando di partire allo sbaraglio e all'avventura, che si potrebbe inoltre vedere come l'inizio anche del naufragio di tutto un niente di non progettato e programmato e che quindi per questo poi alla fine è anche naufragato. No, anche se capisco questo dubbio possa nascere, ma non trattasi di questo. Perché quello che voglio indurvi a capire è;

che non dovrete aver di questi problemi se siete una persona risoluta, pratica che nella vita sa fare un pò di tutto, e non si fa problemi a tirarsi su le maniche molto probabilmente troverete molte più svolte e opportunità una volta che vi sarete calato in quella realtà piuttosto che a Milano, Torino, Trapani e nella vita convenzionale di tutti i giorni.

La vita per mare sarà sempre se è stata una scelta dettata da motivazioni autentiche, una nuova realtà in cui vi accorgerete poter dare fondo alle vostre potenzialità represse.

Avete delle potenzialità?
Insomma teoricamente vi ho detto quel che penso e potreri anche chiuderla qui, ma poi so anche che chi legge di viaggi per mare, e di questo è appassionato, non vuole solo teorie ma esempi pratici, indirizzi, numeri di telefono per intenderci e siccome nessun meglio di me (autodidatta quando ancora non esisteva questo magnifico strumento che è internet, e Bolina, le Bateux e tanti libri, tanti libri erano le uniche fonti di informazione) sa quanto si ha fame di notizie,

e quindi eccomi a darvene alcuni anche se molto indicativamente modi certi e pratici da poter intraprendere per sbarcare anche il lunario, e soprattutto per quanto mi sono ripromesso di dimostrare a tutti quelli che dicono
"Eh se avessi i soldi lo farei pure io",
che non sono i soldi che servono necessariamente, o per meglio dire non servono solo quelli e che avendoli non si ha di certo tuttto! Ciò che veramente è necessario e di cui non si potrà fare a meno invece di avere è la predisposizione, la volontà e vocazione a volere veramente una cosa spinti dall' autenticità della passione che dovrete necessariamente nutrire per il Mare, la Vela, la natura ecc. ecc.Quindi la passione oltre questo praticamente a seguire alcune reali e concrete attività da poter intraprendere e come si parte senza soldi (si fa per dire).

1- "In parallelo al viaggio fare un sito internet"

Non deve avere una impronta ed un fine commerciale, non siete ne un'azienda e neanche una barca da charter, che sia chiaro, non si potrebbe fare almeno per queste vie, ma diciamo anche che nessuno può neanche vietare; che io possa in un viaggio chiedere ai miei amici equipaggio di dividere/contribuire collaborare anche alle spese ed impegno economico da dover sostenere. Il sito web o anche un blog può essere una soluzione che oltre ad essere il posto dove metterete a fuoco le vostre storie, magari perchè credete che confrontarle e renderle pubbliche si possano evolvere maggiormente se non altro del confrontarle con gli altri! Vi servirà come punto di contatto con il Mondo, molto importante perché e da li che potranno prendere corpo molti business, altrimente sareste isolati.

ad esempio partire nel charterizzare e imbarcare gente pagante (amici che contribuiscono alla cassa comune) a cui darete la possibilità di imbarcarsi alcune tratte del viaggio di trasferimento dall'Italia ai Caraibi ivi compresa la Traversata Atlantica (dalle 600 euro alle 1500 euro sono i prezzi correnti ogni anno da Las Palmas - Isole Canarias per partire diciamo dietro o davanti (per non pagare i 6000 dollari dell' iscrizione alla Transat-de-Alize che non ci frega niente di partecipare .

Ma magari si di partirgli prima o dopo,o davanti o dietro come meglio credete cosa che oltre tutto è quasi inevitabile in quanto anche la Transat regata organizzata ogni anno per equipaggi non competitivi come dice Jmmy Cornell ( l'organizzatore), parte anche lei ogni anno. Organizzando il tutto bene e anche in comodità almeno su quelle che sono state le mie barche riuscirete ad imbarcare anche 4-6 persone a tratta.

Penso che se la cosa è bene organizzata non è troppo o esagerato pensare che arrivati dall'altra parte vi sarete guadagnato di più di quanto avreste guadagnato in Italia a pala e piccone e tasse da pagare in un anno. E credetemi questo è solo un esempio perchè se non sarete portato ad esempio come nel mio caso che se non sono proprio amici ho un po' di difficoltà con la gente a bordo, potrete e vi parlerò prossimamente ad esempio di come si guadagnano cifre impensate con il business nautico internazionale, con il trasferimento ed il recupero di barche in giro per il mondo, con una particolare attività di guardianaggio nautico internazionale, con il commercio al limite del contrabbando ma che contrabbando fino ad un certo livello non è ma che da ugualmente dei grossi margini di guadagno.

Esempio ho le fatture dell'anno 2002 un autopilota Simrad alla ruota e un gps Garmin a Trinitad senza dogana, iva e cambio a favore ecc.ecc 1100 dollari (quindi neanche euro) pensate o provate in Italia a voler montare un pilota elettronico ad una barca di 12 metri e ditemi se riuscite a farlo con meno di cinque sei mila dollari?

Certo qualcuno potrebbe farmi notare che ho omesso di dire che ora quel pezzo di mare di cui vi sto parlando è infestato dai Pirati Venezuelani! Che dire io ho sempre trovato il modo di evitare anche l'oro e se pensiamo a quanti pericoli si corrono se si va in giro diciamo nelle nostre città si ridimensiona anche quello, pensate di arrivare che so io alla stazione Termini di Roma di notte con orologio e oro addosso?

Per i pirati Venezuelani basta usare meno precauzioni di quelle che usa mia sorella che abitando a Roma tutte le sere arriva alla stazione di arrivo della metrò dal lavoro che di inverno è già notte, e deve percorre i trecento metri che la dividono fino al portone di casa .

Per loro i pirati infatti bastera andare e spostarsi per alcune tratte in flottiglia, e possibilmente armati. Niente di più, certo voi penserete ma chi trovo che vuole navigare di conserva con me, no problem ad esempio da Trinidat e Tobago posto dove si va a passare e a riparo dalla stagione dei cicloni per salpare alla volta delle più comuni tratte che da li possono avere ipoteticamente una partenza per delle ottimali destinazioni,

quali appunto possono essere ad esempio => Los Testigos, =>Margarita, =>Puerto la Cruz, =>los Rochas alla volta delle Antille Olandesi che infine sarà anche il bivio ultimo in rapporto ai venti mare ed onda dominanti dove povrete o
1-:) continuare verso ovest quindi => Panama o anche con la possibile variante che dalle Antille Olandesi
2-:) Traversare il Mar dei Caraibi alla volta dello Stretto della Mona - tra le isole di Hispaniola e Porto Rico ecc.ecc Capirete presto non essere rotte battute da qualche barca ma migliaia l'anno e che quindi quello di navigare per alcune tratte pericolose per i pirati in flottiglia sarà una necessità comune di tutti e quindi molto facile anche da trovare ogni sorta di iniziativa anche online che per l' appunto vi risolva il problema di trovare sempre qualcuno con cui navigare di conserva se già di vostro dubito non lo starete inevitabilmente già facendo spontaneamente come del resto accade spesso con un'altro equipaggio di una barca Italiana.

Io a tale scopo saluto ed invito a farsi sentire Proteo un sun kiss 47 di Paolo e Marco di Roma con il suo koala 51 che navigavamo assieme appunto la tratta avanti e indietro p.la Cruz Los Rochas.

un ciao a tutti,
alla prossima da
/)ipposail

YouTube - Erna3 Transat-Alizé vers les Antilles

Classicissima andatura da Alisei in poppa, ho inserito questo VIDEO semplicemente perchè rende molto bene ed è molto verosimile su quella che è l' andatura portante, ossia con il vento che giunge alle spalle dai quadranti di poppa. Sarà con i venti come questo e questa specifica e non certo comodissima andatura che si compie tutta la traversata verso le Americhe detta infatti anche per questo degli "ALISEI" maggiormente si saggerà in Oceano ed è li che ne coglierete la vera essenza e si apprezzerà questa andatura, inoltre fa vedere o si possono intuire dal numero di barche in rada, se pensate che ogni singola Isola di rade come quaste ne ha come minimo due tre, fate voi stessi un raffronto realistico . Sicuramente capirete sia perchè i Caraibi sono il paradiso dei velisi e sia quali proporzioni sta ogni anno maggiormente prendendo questo fenomeno (di certo non solo Italiano o Europeo) del mollare tutto e andarsene a vivere su di una barca a vela ai Caraibi, sta ripeto anno dopo anno sempre più assumendo., bene questo video ne rende abbastanza l'idea.

YouTube - Erna3 Transat-Alizé vers les Antilles

domenica 7 settembre 2008

Se non si sa quale porto si vuole raggiungere, qualsiasi vento non sara mai ottimale.

Bene salve a tutti, in realtà questo post non sarà altro che rendere

un più tutti partecipi di quello che è il mio attuale momento di navigatore,

giramondo, skipper, vagabondo, o come meglio mi volete vedere o chiamare e uguale.

Vorrei dare una risposta unica ad ormai il numero davvero inaspettato

di e-mail e visitatori che visita quotidianamente questo blog. (ieri 97 visitatori unici)

ah scusate a questo proposito nuovamente vi invito a postare sul blog e non con mail private -:) grazie

Alle due ricorrenti domande che mi vengono poste dire più di frequente sarebbe poca cosa, anche se questo forse dovrebbe solo lusingarmi sinceramente avvolte mi chiedo come mai con tutte le cose che mi si possono domandare,

queste due domande sono quasi sempre presenti e scontate, ed anche per questo che ho deciso di parlarne online quindi a seguire le domande sono:

  1. Se voglio fare od unirmi in una qualsiasi attività nautica in società?
  2. e la classicissima, si ma ora cosa fai?

Alla prima rispondo subito e senza alcun tentennamento , ho 43 ed ormai quasi venti vissuti su questa falsariga e filosofia di vita che mi ha portato sicuramente a

vivermi una vita fuori dal comune e una decina che vivo ormai per Mare, e che per portare avanti le mie scelte che comunque oggi mi lasciano più che soddisfatto e rifarei questo non significa e non vuol dire che siano state prive di rinunce e cose anche negative.

Certo se oggi metto tutto sulla bilancia ripeto il risultato è sicuramente positivo e le cose a cui ho rinunciato vengono presto fatte dimenticare o sostituite dalla scelta stessa.

Ma ora per accorciare questo discorso che per i miei gusti sta anche diventando troppo lungo, vi dico solo che ad esempio una delle mancanze a cui devo sopperire rendendo ogni giorno viva la mia scelta ed il mio modo di essere vivo forse anche il motivo di questo blog, potremo individuarla ad esempio:

nel non essermi potuto fare una famiglia mia dei figli, non essere ricco, nel senso di non aver accumulato denaro, non sono una persona di successo o che so io potremo trovare altri mille condizionamenti dettati da tutto quello che poi noi abbiamo reso convenzionale e la normalità delle cose,

che vi assicuro che quando a 43 anni poi torni nella normalità della vita convenzionale rischiano di pesarti e farti sentire un disadattato almeno per i canoni convenzionali, perché di fatto anche se per una tua scelta voluta lo sei e ne devi essere consapevole.

Bene ora che vi ho delineato esserci come in tutte le scelte anche in quella di fare il giramondo delle rinunce da fare, e aspetti se vogliamo negativi da accollarsi la cosa che poi fa si che maggiormetnte tutto questo venga presto superato e comunque fanno si che la bilancia cali sempre a favore, è sicuramente il dato di fatto di essere una persona che si è riuscita a ritagliare uno spazio di vita in cui al suo interno può fare come gli pare, senza compromessi almeno con molti meno.

Per questo non chiedetemi più di fare nessuna profittevole società, ho scelto da tempo che mi confronto con gli altri miei simili solo ed esclusivamente nella mia vita per diletto, vocazione, mentalità, cultura e altre mille motivivazioni, ma non più sicuramente da condizionamenti e forzature di qualsiasi natura da me create, quindi figuriamoci se lo rifarei per per soldi, affari o lavoro, io di fatto a quel tipo di lavoro ho smesso di concorrere e partecipare da una ventina d'anni a questa parte, e credetemi non ho certo intenzione di riniziare da ora.

Nel post precedente ho toccato in modo molto marginale un argomento che invece avrebbe bisogno di essere trattato come soggetto principale.

Ho scritto che ogni persona deve guardare le propie abilità e le deve coltivare. Mi sono convinto di questo perchè, a volte, è difficle spiegare alle persone un concetto piuttosto semplice:
”fare qualche cosa che piace permette all’individuo di crescere al il doppio della velocità con un quarto della fatica"


Per quanto riguarda la seconda domanda ..........e cari miei qui casca l'asino!!!Si ma ora cosa fai, che progetti hai, a cosa stai lavorando? Anche questa di fatto è una domanda che mi viene posta molto spesso e quindi credo sia giusto anche rendervi partecipi di quello che è il mio momento attuale, rendere un tutti partecipi di quali sono i miei futuri progetti,se non altro perchè in molti mi chiedete a cosa sto in particolare lavorando, cosa sto facendo, ormai già da un anno a casa oltre scrivere su questo blog ed avere ormai 10mesi fa subito una operazione alla bocca che ormai oggi mi vede completamente risanato, e aver intrapreso un accenno di alcune attività online.

Si attività online infatti appena tornato in Italia l'altr'anno subito feci l'operazione e nella l'unga e molto noiosa riabilitazione, convalescenza pur non impazzire il passo di dedicarmi ad un qualcosa di positivo e che mi potesse far impegnare il tempo in qualcosa di propositivo. Mi ha fatto incominciare approfondire, testare, studiare ed approfondire molto su quali siano le reali possibilità di guadagno online,ed ho creato visto che già avevo qualche conoscenza di informatica un piccolo un piccolo ma già affermato social network siciliano dedicato per l'appunto a tutto ciò che riguarda questo molto equivoco e difficile settore.

Questo sempre perchè in linea a ciò che a me più mi affascina avevo sempre nutrito una certa curiosità sul voler capire quanto ci potesse essere di vero sulla possibilità di crearti delle rendite denaro automatiche sul web che come puoi seguire dall'ufficio a Milano in realtà puoi farlo alla stessa maniera da dietro una barriera all'ancora ai Caraibi in dinette della tua barca casa senza più bisogno neanche di venderti con il charter od altre attività che comunque sono un lavoro che dopo vent'anni da che lo hai fatto la prima volta, forse può anche un attimino essere venuto a noia.

Quindi ora sto a costi zero perchè altra cosa che mi ha affascinato da subito è la possibilità su internet di poter creare delle attività gratuitamente se non l'investimento che si fa di applicazione ed apprendimento che fai su te stesso ma a costi zero, quindi ho approfondito molto la tecnologia open source e freeware che in particolare permette questo.Ma sempre con il fine di potermi creare una altrà attività parallela da poter coniugare con il fatto di vivere in Mare sulla propria barca .

La barca siamo arrivati all'unica cosa negativa di questo periodo, che sono senza barca da capo a cerca della miglior barca da potere acquistare in previsione del fatto che sia quella definitiva nel senso che non la comprerei con la consapevolezza che li ad un massimo 3-5 anni cambiare barca come ho fino ad ora fatto anche per mantenermi in vacanza perenne, e quindi anche questo momento delicato a che non nego poter confidare sulle idee abbastanza chiare su ciò che cerco ed in realtà già so di almeno tre barche su cui sto scegliendo e trattando.

Quindi sperando di esser stato
abbastanza esaustivo
alla prossima da :
/)ipposail

Related Posts with Thumbnails